set 28 2008
Dopo la caduta del peggior governo della storia …
Comment posted GOVERNO: CALDORO (NPSI), ‘PATTO DI RESPONSABILITA’ PER VOTO SUBITO = by Gianluca Olivero.
Dopo la caduta del peggior governo della storia della Repubblica, si aprono per l’Italia diversi scenari, che vale la pena di analizzare per comprendere il futuro nostro e della nostra amata Nazione.
In questi giorni al Quirinale si sono aperte le consultazioni dei vari gruppi parlamentari per decidere il da farsi: sciogliere le camere o optare per un governo di transizione, magari affidato a Marini o ad Amato, per varare una legge elettorale che possa garantire la stabilità e la governabilità dell’Italia?
Sicuramente, la scelta sarà molto difficile, in quanto entrambe le opzioni presentano molti pro e contro.
Personalmente, io propendo per le elezioni subito: quale scelta migliore se non dare la parola ai cittadini? Capisco però le obiezioni che molti potranno sollevare: questo implicherebbe il voto con una legge elettorale, una “porcata” di calderoliana memoria, che non garantisce la maggioranza allo stesso schieramento in entrambe le Camere e non lascia al cittadino la possibilità di dare la propria preferenza al candidato preferito. D’altro canto, le elezioni subito scongiurerebbero una nuova ondata di antipolitica, in questo periodo molto forte, che altrimenti si scatenerebbe. Molta gente, infatti, vedrebbe il prolungamento di questa legislatura come un affronto alla volontà popolare, come un tentativo della cosiddetta “casta” di giungere alla fatidica soglia di ottobre per conquistare la pensione parlamentare disinteressandosi dell’interesse del Paese.
In secondo luogo, mi schiero a favore delle elezioni in quanto non credo che un governo tecnico di transizione possa garantire la stesura di una legge elettorale decente in pochi mesi, se in un anno in cui se n’è parlato non si è riusciti ad arrivare ad un accordo fra le volontà e gli interessi di un’infinità di partiti.
L’Italia sta attraversando un periodo di profonda crisi, è quindi necessario donarle un governo forte e “politico”, che sappia riorganizzare la politica e la pubblica amministrazione, risanare e “far ripartire” l’economia, ridurre le tasse ai cittadini e alle imprese, attuare una seria politica sociale e per la meritocrazia, riabilitare l’immagine dell’Italia nel mondo. Un governo che solo le elezioni, seppur con un sistema elettorale scadente, possono donarci.
Ascoltiamo una volta tanto la volontà della gente, del popolo sovrano, stimatissimo Presidente Giorgio Napolitano: diamo la parola ai cittadini, che chiedono di votare. Solo così si potrà tentare di uscire da questa crisi e di candidarci a diventare uno dei più floridi Paesi europei.
Viva l’Italia,
Gianluca Olivero
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- LEGGE ELETTORALE, SPEDALE (NUOVO PSI): SI’ A PROPORZIONALE
LEGGE ELETTORALE… MA E’ VERAMENTE QUESTO IL VERO PROBLEMA DELL’ITALIA?Ormai da alcuni mesi il dibattito politico è incentrato sulla problematica relativa alla modalità di voto da utilizzare alle prossime elezioni politiche: proporzionale o maggioritario? Sistema tedesco, spagnolo, americano o delle isole Tuvalu? Salvaguardare il bipolarismo o optare per una partitocrazia stile prima repubblica?
Intanto, in Italia i cittadini sono alle prese con problemi estremamente seri: molti non riescono ad arrivare a fine mese, piccoli imprenditori sono costretti a chiudere per le pressanti imposizioni fiscali di questo governo, in tutte le città ma anche nei piccoli comuni di provincia si fanno sentire i problemi relativi alla sicurezza e all’immigrazione…
In un clima del genere, in cui il cosiddetto “palazzo” dei “parrucconi” è situato lontano un miglio dalla gente comune, è facile per i cittadini essere vittima di idee estremiste o populistiche: ed ecco allora un divagare di fenomeni da baraccone come il celeberrimo “vaffa-day” del comico Beppe Grillo, ed ecco una diffusione spropositata di razzismo, neonazismi o neogi-ottismi, ma soprattutto ecco una grande sfiducia della gente nei confronti della politica politicante che sfocia in una sempre più preoccupante antipolitica.
Un compito è quindi imperativo per quelle forze che si riconoscono negl’ideali liberali, socialisti, democratici, nazionali e riformatori: quello di far tornare ad amare alla gente la politica, con un progetto concreto di valori e di proposte loro vicine. Perché solo partecipando alla politica è possibile costruire il proprio futuro.
In ultimo, gradirei commentare la vicenda che ha clamorosamente sconvolto l’intero centrodestra: il colpo di teatro di Silvio Berlusconi che, in un solo pomeriggio, è riuscito a scombussolare il panorama politico nazionale annunciando la nascita del Partito del Popolo della Libertà. Francamente, io non credo molto in partiti che nascono in due minuti per alte volontà, rispetto a quelli che sono frutto di un ragionamento e di un lavoro preparatorio. Ma la politica non è solo testa, è anche cuore… Quindi guardo con interesse ad un progetto che porta del nuovo in una politica anchilosata sulle proprie poltrone e che potrebbe essere importante per il popolo dei moderati e dei riformisti. E mi auguro che tutto l’universo modernizzatore non rifiuti a priori, ma attenda gli eventi per decidere la propria adesione, pur mantenendo la propria identità.
Viva l’Italia,
Gianluca Olivero
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Dopo la caduta del peggior governo della storia della Repubblica, si aprono per l’Italia diversi scenari, che vale la pena di analizzare per comprendere il futuro nostro e della nostra amata Nazione.
In questi giorni al Quirinale si sono aperte le consultazioni dei vari gruppi parlamentari per decidere il da farsi: sciogliere le camere o optare per un governo di transizione, magari affidato a Marini o ad Amato, per varare una legge elettorale che possa garantire la stabilità e la governabilità dell’Italia?
Sicuramente, la scelta sarà molto difficile, in quanto entrambe le opzioni presentano molti pro e contro.
Personalmente, io propendo per le elezioni subito: quale scelta migliore se non dare la parola ai cittadini? Capisco però le obiezioni che molti potranno sollevare: questo implicherebbe il voto con una legge elettorale, una “porcata” di calderoliana memoria, che non garantisce la maggioranza allo stesso schieramento in entrambe le Camere e non lascia al cittadino la possibilità di dare la propria preferenza al candidato preferito. D’altro canto, le elezioni subito scongiurerebbero una nuova ondata di antipolitica, in questo periodo molto forte, che altrimenti si scatenerebbe. Molta gente, infatti, vedrebbe il prolungamento di questa legislatura come un affronto alla volontà popolare, come un tentativo della cosiddetta “casta” di giungere alla fatidica soglia di ottobre per conquistare la pensione parlamentare disinteressandosi dell’interesse del Paese.
In secondo luogo, mi schiero a favore delle elezioni in quanto non credo che un governo tecnico di transizione possa garantire la stesura di una legge elettorale decente in pochi mesi, se in un anno in cui se n’è parlato non si è riusciti ad arrivare ad un accordo fra le volontà e gli interessi di un’infinità di partiti.
L’Italia sta attraversando un periodo di profonda crisi, è quindi necessario donarle un governo forte e “politico”, che sappia riorganizzare la politica e la pubblica amministrazione, risanare e “far ripartire” l’economia, ridurre le tasse ai cittadini e alle imprese, attuare una seria politica sociale e per la meritocrazia, riabilitare l’immagine dell’Italia nel mondo. Un governo che solo le elezioni, seppur con un sistema elettorale scadente, possono donarci.
Ascoltiamo una volta tanto la volontà della gente, del popolo sovrano, stimatissimo Presidente Giorgio Napolitano: diamo la parola ai cittadini, che chiedono di votare. Solo così si potrà tentare di uscire da questa crisi e di candidarci a diventare uno dei più floridi Paesi europei.
Viva l’Italia,
Gianluca Olivero