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	<title>Commenti a: Il Socialismo Liberale</title>
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	<description>liberi pensieri dei Socialisti Italiani - blog ufficiale del nuovo PSI</description>
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		<title>Di: gianni da genova</title>
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		<dc:creator>gianni da genova</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 18:48:14 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto con attenzione quanto scritto dalla Redazione circa il pensiero di Carlo Rosselli. Purtuttavia quando nella mia del 26/10/08 scrivevo&quot;liberal socialista ultima maniera&quot; intendevo riferirmi non già al &quot;liberalismo socialista&quot; che rispetto, ma al &quot;liberismo capitalista&quot; di una certa parte politica alla cui dottina il Nuovo PSI sembra aver aderito. E questo per me, e penso anche per Carlo Rosselli se fosse vivo, non è più il socialismo al quale aderirono milioni di lavoratori oppressi e sfruttati. Al primo punto del pensiero rosselliano da Voi pubblicato è scritto che &quot; il socialismo è in primo luogo rivoluzione morale, e in secondo luogo trasformazione materiale&quot;; il termine &quot;morale&quot; è qui introdotto nella sua accezione più elevata:salvaguardia della dignità dell&#039;essere umano da cui discendono diritti e doveri inalienabili e imprescrittibili. E cosa c&#039;è di morale nell&#039;assimilare il lavoro, e conseguentemente chi lo produce, ad una merce? Non è forse il lavoro un diritto? Non è forse vero che il lavoro rende liberi? Non certamente nel senso mostruoso e criminale di &quot;Die Arbeit macht frei&quot; scritto all&#039;ingresso dei campi di sterminio nazisti. Non è forse vero che un uomo non è libero se il suo lavoro non gli consente di vivere appieno la sua dignità, e che se è oppresso continuamente da un salario ai limiti della sopravvivenza diventa uno schiavo ? ( &quot;Uomini, non servi;coscienze, non numeri; produttori, non prodotti&quot; scrive Carlo Rosselli). Non sono forse questi i sani principi di un vero socialismo ? Quindi o io sono in errore quando vedo del liberismo capitalista dove non c&#039;è, oppure...
Gianni da Genova</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con attenzione quanto scritto dalla Redazione circa il pensiero di Carlo Rosselli. Purtuttavia quando nella mia del 26/10/08 scrivevo&#8221;liberal socialista ultima maniera&#8221; intendevo riferirmi non già al &#8220;liberalismo socialista&#8221; che rispetto, ma al &#8220;liberismo capitalista&#8221; di una certa parte politica alla cui dottina il Nuovo PSI sembra aver aderito. E questo per me, e penso anche per Carlo Rosselli se fosse vivo, non è più il socialismo al quale aderirono milioni di lavoratori oppressi e sfruttati. Al primo punto del pensiero rosselliano da Voi pubblicato è scritto che &#8221; il socialismo è in primo luogo rivoluzione morale, e in secondo luogo trasformazione materiale&#8221;; il termine &#8220;morale&#8221; è qui introdotto nella sua accezione più elevata:salvaguardia della dignità dell&#8217;essere umano da cui discendono diritti e doveri inalienabili e imprescrittibili. E cosa c&#8217;è di morale nell&#8217;assimilare il lavoro, e conseguentemente chi lo produce, ad una merce? Non è forse il lavoro un diritto? Non è forse vero che il lavoro rende liberi? Non certamente nel senso mostruoso e criminale di &#8220;Die Arbeit macht frei&#8221; scritto all&#8217;ingresso dei campi di sterminio nazisti. Non è forse vero che un uomo non è libero se il suo lavoro non gli consente di vivere appieno la sua dignità, e che se è oppresso continuamente da un salario ai limiti della sopravvivenza diventa uno schiavo ? ( &#8220;Uomini, non servi;coscienze, non numeri; produttori, non prodotti&#8221; scrive Carlo Rosselli). Non sono forse questi i sani principi di un vero socialismo ? Quindi o io sono in errore quando vedo del liberismo capitalista dove non c&#8217;è, oppure&#8230;<br />
Gianni da Genova</p>
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