Archive for the 'Link Amici' Category

gen 16 2008

BENEDETTO XVI, LA PORCATA DEI CATTIVI MAESTRI

Anche se non sono cattolico, e non appartengo ad altra religione, mi sento estremamente ferito per l’ignobile vicenda del Papa e della Sapienza. Pur non considerando il Pontefice uno dei miei punti di riferimento, sento una tristezza infinita per l’episodio che fa scivolare l’Italia su un crinale pericolosissimo di inciviltà e di intolleranza.
La scelta del Vaticano di soprassedere all’annunciata visita all’Università di Roma, La Sapienza, è un atto di grande intelligenza politica. Senza detta rinuncia l’Italia avrebbe certamente garantito al Pontefice la visita e la sua incolumità, ma non avrebbe potuto evitare l’infame speculazione messa in moto dai soliti cattivi maestri con tutto ciò che ne poteva scaturire sul piano delle provocazioni e dei disordini attivati incoscientemente da, sempre gli stessi, ‘professori’ (?) marxisti.
Si è così bloccata sul nascere la sceneggiata ideata dagli Asor Rosa di turno che incuranti del ridicolo hanno voluto crocifiggere un Papa per una frase su Galileo pronunciata da un filosofo, ma dalla quale comunque Benedetto XVI aveva preso le distanze. Ma anche se non lo avesse fatto era suo diritto pensarla in modo diverso da altri, è sarebbe stato corretto e giusto ascoltarlo. Ma i nostri cattivi maestri non hanno voluto sentire ragione, e pensando di essere in Cina, dove il pensiero dev’essere unico, hanno stracciato quanto di più sacro c’è nel pensiero occidentale plasticamente rappresentato dal grande Voltaire.
Tra l’altro offendendo il Papa si è offesa la stragrande maggioranza degli italiani. Ma a loro che importa. Loro forse avevano altro per la testa, e giocando col fuoco hanno ‘usato’ la visita del Papa per costruire scenari tesi a favorire il rinnovo del Rettorato alle elezioni di febbraio. Se infatti è vero ciò che ha detto altro professore, in un’intervista, tutto era finalizzato a costruire il clima adatto contro l’attuale Rettore. Ma se ciò è vero siamo caduti veramente in basso, e se questi sono i professori che devono formare i cittadini di domani siamo veramente messi abbastanza male.
Il Nuovo PSI non può non esprimere la propria solidarietà al Pontefice, che tra l’altro, è anche Capo di uno Stato estero, e non può non esprimere tutto il proprio disprezzo verso gli autori da una sceneggiata che non ha bisogno di aggettivazione per presentarsi per quella che è, una vera porcata.

Giovanni ALVARO

Reggio Calabria, 15.1.2008

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gen 13 2008

BRUNO CONTRADA, C’ERA UNA VOLTA UN MIGLIORISTA…

Quando ho letto la notizia della revoca dell’iter della grazia per Bruno Contrada ho capito subito che il migliorismo (vecchia scuola di pensiero di chi si distingueva dai comunisti ortodosii) di cui si fregiava il nostro Presidente della Repubblica era solo un habitus politico per le collocazioni interne al vecchio PCI, e null’altro. Nelle sue vene, infatti, a differenza di campioni del migliorismo come i defunti Gerardo Chiaromonte e Luciano Lama, o il sempreverde Emanuele Macaluso, non scorre, così come poteva sembrare, il sangue del garantismo senza se e senza ma, o quello delle aperture mentali senza condizionamenti.

Quando, infatti, anche dal ruolo occupato oggi, si dosano le proprie azioni sulla base delle necessità ‘politiche’ e delle convenienze di parte, e non sulla base di semplici convincimenti maturati, non c’è veramente alcuna speranza di poter chiudere definitivamente la prassi della doppiezza di togliattiana memoria. Del resto se per rintracciare qualche garantista doc, cresciuto nel vecchio PCI, bisogna fare uno sforzo di ricerca di personaggi di altra stagione politica, per lo più passati a miglior vita, significa che tra i nuovi dirigenti non esiste neanche l’ombra del pensiero tollerante e libertario.

Siamo sempre, come si vede, alla difesa dell’apparire, perché è l’habitus che interessa e non altro. Dire che non è così non serve a niente, perché è così che appare. E in politica ciò che appare è importante. L’opinione pubblica percepisce, infatti, che sulla vicenda Contrada la pressione a tenaglia, esercitata dai familiari dei morti ammazzati dalla mafia, ha prodotto il risultato pilatesco del tirarsi fuori che ci è stato sapientemente servito, e, con esso, un diverso inaccettabile trattamento tra Contrada e Sofri. Ma è proprio questa diversità che determina un atteggiamento di ripulsa in qualsiasi spirito libero.

Certo per Sofri la civiltà della famiglia Calabresi, e la maturità della maggioranza delle forze moderate, non hanno determinato fratture e rotte di collisione con il quadro politico, mentre per Contrada la ‘sollevazione’ e i ‘pronunciamenti’ dei familiari (sia quelli plateali come la visita al Quirinale di Rita Borsellino, sia quelli indiretti con le dichiarazioni di guerra della giovane Scopelliti) erano, in embrione, un campanello d’allarme di possibili profonde spaccature tra la cosiddetta società civile e quella parte della politica che sull’antimafia da convegno ha costruito serbatoi di consenso.

Ci dispiace veramente questo tirarsi fuori che ci fa dire ‘c’era una volta un migliorista…’. Il Nuovo PSI non lo può condividere vuoi per le sue tradizioni garantiste e libertarie, vuoi perché sul processo Contrada ci sono troppe ombre determinate dalle testimonianze di squallidi pentiti spesso in contraddizione tra di loro, o in palese menzogna, vuoi ancora per l’assenza di ‘pietas’ almeno per l’età e la salute del malcapitato di turno.

No, Presidente, non condividiamo per nulla i suoi passi indietro, per cui diciamo a gran voce: Onore a Contrada. Onore ad un uomo che grida al mondo la propria innocenza e fieramente rifiuta, lasciando in angoscia la moglie, di chiedere la grazia e di farsi curare in ospedale. Onore a Contrada perché il suo atto vien fatto con rischio della propria vita e non per calcoli politici. Il Nuovo PSI non può non essere fiero di sostenere un Uomo simile.

Giovanni ALVARO
Reggio Calabria 13.1.2008

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gen 10 2008

PER MOLTO MENO BASSOLINO AVREBBE CHIESTO UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA

C’è un passo nell’intervista di Michele Saponara che fa saltare sulla sedia chiunque lo abbia letto. E’ quello dove si afferma che la Magistratura a Napoli sapeva tutto dell’emergenza rifiuti, e quando gli si ricordava che comunque aveva avviato indagini su Bassolino e sulla società di smaltimento Impregilo, la risposta è stata secca: “TROPPO TARDI, LA GIUSTIZIA E’ ENTRATA NEL MERITO DELLA VICENDA SOLO QUANDO NON NE HA POTUTO FARE A MENO e la situazione era ormai divenuta insostenibile”.
Si, si salta letteralmente sulla sedia, solo a pensare che mentre il fuoco covava sotto l’immondizia, ed intorno ad essa si mantenevano pienamente efficienti i collaudati sistemi di accaparramento dei finanziamenti pubblici che ruotano, cospicui, attorno all’operazione smaltimento, con o senza camorra poco importa, c’era chi utilizzava il proprio stipendio pagato con i soldi della collettività per frugare tra le mutande delle ballerine sbirciando fra le lenzuola dove si esercita, normalmente, lo sport più gustoso e antico del mondo.

E c’è anche di più perché, sempre col denaro pubblico, nel mentre la città di Napoli e la stessa Campania, sono terreni di scorribande dei vari clan camorristici, e in essi vengono disseminati cadaveri con cadenza ravvicinata, e mentre la criminalità diffusa determina l’aumento vertiginoso delle attività illegali che vanno dal semplice scippo, ai furti, alle rapine, allo spaccio, non più solo di sigarette, ma di droghe leggere e pesanti, ci si diletta a ‘ascoltare’ le telefonate di uomini politici per poterli iscrivere nei registri degli indagati assicurandosi un sicuro successo mediatico con possibili relativi risvolti, magari politici.

Il preferito da ascoltare è ‘il cavaliere nero’, Silvio Berlusconi. Con lui il successo è assicurato. Tutti ormai sanno che il garantismo di chi detiene la grancassa dei media, è a intermittenza, e si attiva solo quando serve. Con Berlusconi la grancassa non parte, con altri certamente si, anche perché dalle parti di Napoli e dintorni è difficile rifare gli errori della Forleo che, nella sua ingenuità, pensava che le inchieste, per chi suona la musica, siano tutte uguali.

Ce n’è abbastanza, quindi, acché il Parlamento affidi ad una Commissione d’inchiesta la verità sull’amministrazione della giustizia in quel territorio. E’ quanto deve richiedere il Nuovo PSI, non solo alla luce di quanto affermato da Michele Saponara, ma anche per la conferma che viene con l’atteggiamento dello stesso on. Di Pietro che, pur essendo sempre pronto a difendere ogni operato di qualsiasi Procura italiana, stavolta s’è guardato bene dal riproporre vecchi clichès. Se si poteva pensare ad uno scivolone determinato dalla foga del dibattito a Porta a Porta dell’altra sera, Di Pietro ha voluto fugare ogni dubbio ribadendo i suoi concetti nel TG1 del giorno dopo: ‘c’è stata nella vicenda di Napoli una assenza drammatica della giustizia’. Saponara e Di Pietro hanno sostanzialmente riproposto lo schema delle tre scimmiette: non vedo, non sento e non parlo per non disturbare il manovratore. Ma il diavolo che fa le pentole dimentica quasi sempre di fornirle di coperchi. Non era stata valutata la rivolta dei cittadini che, essendo napoletani, si pensava avessero una capacità di sopportazione pressoché infinita. Non è stato così.

Ed allora, senza alcun tentennamento il Nuovo PSI deve schierarsi a fianco di questa popolazione che, con la propria azione, anche se con punte di esasperazione non condivisibili, sta risvegliando le coscienze e, senza saperlo, sta contribuendo a formare una nuova generazione di napoletani e di meridionali capaci di nuovo di distinguere i riformisti veri dagli illusionisti alla Bassolino o alla Pecoraro.

Giovanni ALVARO
Reggio Calabria 10.1.2008

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gen 09 2008

LA ‘MONNEZZA’ DI BASSOLINO

Ho letto con grande piacere la nota stampa dell’ex sindaco socialista di Napoli, Nello Polese, spazzato via dalla falsa rivoluzione giudiziaria degli anni novanta, e solo recentissimamente assolto pienamente perché il fatto non sussiste, per far posto ad un ‘campione’ dell’apparire.

E’ una nota che ci permette di mettere a confronto due sindaci e due modi di governare. Uno, Nello Polese, tutto impegnato a realizzare, a programmare, a fare, a costruire nell’interesse solo dei cittadini (come la recente sentenza implicitamente ha affermato); e l’altro, Bassolino, interessato agli annunci, ai proclami, alle dichiarazioni su ciò che bisognava fare, in parole povere impegnato solo ad apparire. L’uno stimolato dalle realizzazioni e, quindi, un riformista concreto; l’altro impegnato nelle interviste e, quindi, un parolaio senza sostanza.

Due modi di governare che alla lunga producono o salti positivi in avanti, o sconquassi vergognosi come quelli di questi giorni a cui sta assistendo, allibita, l’intera Europa. Le ricadute dei due modi di governare, come si vede, non sono neutre e fotografano purtroppo una realtà simile in quasi tutto il Paese. Infatti Nello Polese per conquistare il ‘potere’ e amministrarlo, e successivamente ottenere il suo mantenimento doveva, con tutte le forze alleate, dimostrare grandi doti di governo e altrettanti grandi capacità realizzatrici (questa è la democrazia); il nostro Bassolino, al contrario, ha conquistato il potere, senza il consenso popolare, ma sfruttando i perversi legami (di cui parla l’avv. Zuccaro) che gli hanno consentito il ribaltone politico degli anni 90.

Il modo si governare alla Polese è difficile che possa essere messo in crisi per una caduta di consenso popolare; quello alla Bassolino, invece, entra in fibrillazione al primo agitarsi di un problema troppo a lungo sottovalutato. Se poi detto problema si è così incancrenito, anche per le spinte assurde dei verdi (si fa per dire) signor No, lo sfracello è garantito.

Polese e la classe dirigente della cosiddetta 1’ Repubblica, ma gli esempi, possono moltiplicarsi in ogni parte d’Italia, hanno dato parecchio a Napoli in opere pubbliche (tangenziale, centro direzionale, metropolitana, ecc.), e in buona amministrazione chiudendo le pratiche laurine dei decenni passati. Per fortuna dei napoletani Bassolino potrà fregiarsi soltanto di due delle famose tre effe borboniche: quella delle feste (che non sono certamente mancate), e quella della farina (intesa come elargizione di miserabili sussidi ai meno abbienti), perché la democrazia non gli ha permesso di usare quella della frusta.

E’ tempo, quindi, di chiudere le esperienze dell’apparire, tornando al più presto alle esperienze dell’essere. Vale per Napoli, ma vale per l’intero Paese. Il Nuovo PSI ricorda che il modo con cui Bassolino ha conquistato il potere è parente prossimo dalla ‘monnezza’. E’ normale quindi che chi di mondezza ferisce di mondezza perisce.

Giovanni ALVARO

Reggio Calabria, 8.1.2008

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dic 29 2007

IL DOPPIOPESISMO INACCETTABILE SU BERLUSCONI

Non c’era dubbio che alla prima occasione i garantisti a intermittenza, come le lucette di Natale, avrebbero buttato giù la maschera ed imboccata, senza remore ed alcuna vergogna, la via maestra dello sfruttamento delle illegali intercettazioni telefoniche subite da Silvio Berlusconi. Qualcuno, ingenuamente, aveva pensato che, dopo la vicenda Forleo-D’Alema, i post, neo ed ex avrebbero usato più cautela. Macchè. Quando si presenta l’occasione non badano a spese, sfruttano anche le virgole, e se qualcuno tentenna, c’è sempre un direttore d’orchestra che li mette dinanzi al fatto compiuto, com’è avvenuto con la pubblicazione addirittura dell’audio in un sito di Repubblica e dell’Espresso e poi della RAI, e li costringe a suonare senza soluzione di continuità.

La differenza di trattamento tra la vicenda di D’Alema e quella di Berlusconi è visibile anche all’occhio, volontariamente, più bendato. I garantisti a intermittenza hanno gridato allo scandalo per la pubblicazione delle storiche frasi di Fassino (‘allora abbiamo una banca’) e di D’Alema, (‘E vai, facci sognare’). Hanno addirittura minacciato l’adozione di un provvedimento urgente per mettere in galera i giornalisti che non rispettavano la privacy e ‘scandalosamente’ mettevano in pasto all’opinione pubblica telefonate assolutamente private. Anche Napolitano scese in campo chiedendo estremo rigore in materia. Ed allora la partita giudiziaria su D’Alema e & non era ancora conclusa, così come non lo è ancora.
Oggi invece tutti tacciono, mentre è in corso, in mancanza d’altro ed avvicinandosi la consultazione elettorale, la campagna d’autunno contro il nemico pubblico n. 1 (a cui si riconosce la capacità attrattiva sugli elettori per la chiarezza degli obiettivi e dei programmi), e si dispiegano le grandi manovre sui giornali, sui media, sui blog.. Nessuno ha da dire niente sul garantismo, i propositi forcaioli contro i giornalisti vengono accantonati, e ci si sofferma solo sulla presunta gravità delle frasi di Berlusconi. Si cerca così di spostare l’attenzione dall’uso indegno e grave delle intercettazioni alla reazione dell’interessato che ha semplicemente affermato quello che sanno tutti, e si nasconde che la Procura di Napoli ha chiesto l’archiviazione della vicenda perché il fatto non presenta rilevanza penale.
Ma a loro che importa. Hanno trovato e confezionato l’argomento principe (la famosa pistola fumante?), per far vivere di rendita Santoro, Travaglio, la biondina ‘sorriso arrogante’ di Annozero, l’antipolitico (?) Grillo e tutti i grillini in circolazione in questa Repubblica fondata sull’odio più becero. Tireranno avanti per molte settimane, almeno fino a quando la direzione musicale non ordinerà di cambiare spartito. Ma per ora: avanti tutta non solo con le trascrizioni sui giornali, ma anche con la trasmissione dell’audio (è più efficace), ripreso addirittura dal servizio pubblico come dovrebbe essere la Rai.

Questa è la cosiddetta sinistra che tanto piace ai Boselli, ai Turco, all’ex figlio di Bettino (come lo ha catalogato l’arguto Filippo Facci), con questa sinistra vanno a braccetto. Noi invece li conosciamo bene, e per questo li evitiamo come l’Aids. Cambieranno sempre la loro pelle (come i serpenti), muteranno sempre le loro sembianze (si è perso il conto dei simboli e dei nomi nuovi adottati), cercheranno sempre di mimetizzarsi magari confondendosi, come adesso col PD, con frange di cattolici, ma non potranno cambiare mai il loro dna che è fatto di arroganza, presunzione, odio dell’avversario e un doppiopesismo figlio diretto della doppiezza togliattiana. Il garantismo è sbandierato solo quando serve per difendere uno dei loro, mai per difendere un principio. E’ garantismo a intermittenza.
Giovanni ALVARO

Reggio Calabria 29.12.2007

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dic 25 2007

QUEL CHE E’ CERTO E’ L’ALLEANZA CON BERLUSCONI

Sbaglia profondamente chi pensa che l’alleanza con Berlusconi sia un’improvvisazione, una forzatura, o un passaggio obbligato (obtorto collo). Essa è, invece, una scelta di campo naturale, che viene da lontano, e per la quale ci si è battuti in tutti questi anni, e si continua a farlo ancor oggi, per contrastare l’aggregazione prodiana incapace di governare nell’interesse dell’intero Paese. Che il Paese vada alla deriva e sia destinato al declino non sembra preoccupare per nulla Prodi & C. essendo, l’attuale ‘sinistra’, tutta protesa a costruire il regime come nelle migliori tradizioni totalitarie.

Già all’indomani della falsa rivoluzione giudiziaria, quando venivano decapitati i partiti che avevano portato l’Italia ai risultati che ne hanno decretato il ruolo di grande potenza, i comunisti, che avevano superato indenni, per quella grande capacità mimetica dimostrata, il terremoto del dopo muro di Berlino, avevano pensato che i giochi erano ormai fatti. Bastava saper cogliere il frutto della loro azione tattica. Ma così non è stato. Sul loro cammino si è materializzata una variabile imprevista rappresentata da Silvio Berlusconi, che seppe neutralizzare la gioiosa macchina da guerra, che avrebbe anticipato di anni la bancarotta italiana.

Questa variabile ha offerto ad un popolo moderato, senza più guida, la possibilità di resistere all’avanzata occhettiana. Socialisti, democristiani, socialdemocratici, repubblicani, liberali e radicali hanno ‘scelto’ di affollare il contenitore berlusconiano. Chi non è entrato in FI, e ha rifiutato l’egemonia ‘protettiva’ della cosiddetta sinistra, diventata anche super forcaiola, ha deciso che comunque si alleava con l’erede naturale di Craxi, lo statista perseguitato, esiliato e mandato a morte senza alcuna pietà, ma che è stato, si può ben dire, il maestro del nuovo leader, il suo ispiratore riformista.

Noi, Nuovo PSI, abbiamo saputo fare quello che consideriamo ancor oggi la scelta più giusta e più oculata sul cui altare abbiamo affrontato, a viso aperto, le fughe dei Bobo e dei Zavettieri, e da ultimo, la canagliata dei De Michelis. Anche oggi, senza alcun tentennamento, abbiamo deciso di stare a fianco di Berlusconi. Ancora una volta scegliamo il passaggio più consono agli orientamenti dei riformisti che rappresentiamo. Le forme di questo ‘stare vicino’ dipendono da cosa matura nei prossimi giorni. Una riforma elettorale (spagnola o tedesca che sia) o un referendum vincente, pongono infatti problemi di aggregazione su un’unica lista, mentre lo scioglimento delle Camere ed il ricorso al voto col vecchio sistema, permettono di mantenere sulla scheda il garofano che diventerebbe di sicuro l’unico punto di riferimento socialista per i nostri potenziali elettori.

La scelta federativa di cui si parla nella nota stampa, che da notizia dell’incontro Nuovo PSI-FI, lascia la porta aperta alle diverse opzioni che saranno comunque sciolte via via che il quadro politico si renderà sempre più chiaro, e i passaggi sempre più stringenti. Bisogna non dimenticare mai che la partita non si gioca da soli e che ci sono molte variabili che possono sparigliare il percorso. Non solo all’interno dell’ex Casa delle Libertà, ma anche nei confronti degli interlocutori avversari, ed anche al loro interno tra ex comunisti e margheritini, e tra gli stessi ex comunisti.

Quel che è certo è la nostra alleanza con Berlusconi che, oggi più di ieri, mi piace considerare come un vero socialista, riformista e liberale. I modi, i sistemi e i tempi saranno decisi assieme.

Adolfo COLLICE
Vice Segretario Nazionale Nuovo PSI

Roma, Natale.2007

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dic 23 2007

PERCHE’ STIAMO CON BERLUSCONI

C’è chi insegue sogni di splendore vissuti in altri momenti storici e continua a pensare e sperare che basti l’unità di chi si proclama socialista per riaverli; c’è chi, più modestamente, si accontenta di inseguire una nicchia di sopravvivenza, e fra questi ci sono quanti hanno fatto a gara per arrivare primi all’appuntamento col PD; c’è chi ha conquistato un ruolo di ‘sottogoverno’ e per mantenerlo sacrifica su quell’altare la propria coerenza e la propria dignità; e c’è infine chi sceglie di continuare la propria battaglia per una società più giusta dove vengano soddisfatti i bisogni, promossi i meriti e difese le libertà, tutte le libertà.

Noi stiamo, come Nuovo PSI, in quest’ultima categoria, e ci sentiamo, senza alcuna forzatura, alleati naturali di Berlusconi che, quindici anni fa, ha mantenuta aperta la prospettiva politica di una Italia non ingessata e libera da occupazioni militari, anche se gioiose, e continua ad essere ancor oggi il motore di una aggregazione che, aldilà dei colori trascorsi o recenti dei suoi alleati, ha un comune denominatore rappresentato dallo spiccato senso dello stato, dell’amore per le libertà, e dalla voglia di realizzare pienamente la trasformazione vera del nostro Paese.

La scelta di campo ha, quindi, questi connotati e il continuare a dire che essendo un partito di sinistra dobbiamo stare a sinistra, è diventato stucchevole. E’ vero che siamo un partito di sinistra ma essendo anche laici e riformisti non restiamo prigionieri di nominalismi e scegliamo di stare con chi veramente può realizzare gli obiettivi del nostro essere. Tra l’altro Berlusconi è, attualmente, l’unico che ha ciò che Gramsci chiamava ‘connessione sentimentale’ con gli elettori, ed è l’unico che può condurci alla vittoria.

La sinistra italiana e la sua armata Brancaleone è invece veramente lontana dalla concezione riformista che ci interessa. Noi puntiamo ad una razionalizzazione del sistema, alla riduzione e all’abolizione degli sprechi e degli sperperi, ad una riforma reale del welfare, mentre lor signori, condizionati da spinte radicali e settoriali, seguono la strada del mettere le mani nelle tasche sempre più vuote degli italiani, col risultato di livelli fiscali unici in tutto l’Occidente.

Questa sinistra è quella che per non perdere qualche votarello verde, giallo o rosso fuoco che sia, sposa le tesi più assurde, imposte dai nani che gli ronzano attorno. Blocca le grandi opere come il Ponte di Messina (la cui ombra disturberebbe i pesci), o come la Tav col rischio di tagliare fuori il nostro Paese dalle grandi direttrici di collegamento europeo. Questa sinistra impegna per settimane il dibattito attorno alle coppie di fatto, agli omosessuali, all’eutanasia e a quant’altro, mentre il Paese subisce la delinquenza comune e mafiosa, l’immigrazione clandestina, gli scioperi selvaggi, la malasanità e il caro prezzi. Questa sinistra plaude alla rimozione di Petroni dal Cda della Rai e alla rimozione del generale Speciale dalla Guardia di Finanza per poi boccheggiare quando il Tar ripristina la legalità sconfessando l’esecutore materiale dei ‘delitti’, tale Padoa Schioppa.
Questa non è sinistra, ma per evitare d’essere anche noi prigionieri di nominalismi, questa non è classe dirigente, è un’accozzaglia messa assieme dall’antiberlusconismo. Il cemento che li tiene assieme non sono le cose da fare, ma il fronte negativo da mantenere. Con questa pseudo classe dirigente l’Italia rischia il declino, ma con questa ‘classe dirigente’ non abbiamo nulla da spartire.

L’alleanza con Berlusconi è vitale per il Paese, ed è quello che ci interessa, aldilà dello stesso interesse di partito che passa necessariamente in secondo piano. Per questo va aiutato il processo di chiarimento con gli alleati e va ricomposta quell’unità dei gruppi dirigenti che deve far sponda all’unità dei cittadini moderati che non è mai venuta meno e che sono la maggioranza nel Paese.
Giovanni ALVARO

Reggio Calabria 23.12.2007

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nov 22 2007

Cdl: Di Trapani, il Nuovo Psi ha fatto una chiara scelta di campo

“Ancora una volta Berlusconi con la sua iniziativa ha scosso l’intero quadro politico, superando i tatticismi e le titubanze della maggioranza e dell’opposizione. Per quanto ci riguarda il Nuovo Psi ha già fatto con chiarezza la propria scelta di campo nell’ultimo congresso nazionale, e sarà senz’altro disponibile a discutere e valutare le soluzioni più opportune per rafforzare l’opposizione a questa falsa sinistra, salvaguardando la propria identità ed autonomia”. Lo ha sottolineato Antonino Di trapani, coordinatore della segreteria nazionale del Nuovo Psi

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apr 15 2007

rassegna stampa varie agenzie: De Michelis ha deciso se ne va, il Nuovo PSI no!

Apc-SDI/ CALDORO: DE MICHELIS HA SCELTO, IL NUOVO PSI NO

Sua adesione non impegna partito, decideremo al congresso Roma, 14 apr. (APCom) - “De Michelis ha scelto, il nuovo psi no”.
Così Stefano Caldoro, coordinatore nazionale del
nuovo psi, ha reagito all’adesione alla costituente socialista annunciata da Gianni De Michelis al congresso dello Sdi. “Il nuovo psi deciderà al congresso nazionale convocato il 23-24 giugno a Roma.
L`adesione al progetto costituente di Gianni De Michelis è legittima - ha precisato Caldoro - ma non impegna il partito.
L`unità socialista, così come proposta oggi da Borselli, impone un cambio di schieramento e di fatto la scelta del centro-sinistra nell`attuale sistema bipolare. La parola ora passa agli iscritti in un confronto su linee politiche diverse”.
Red/Pol141935 apr

SDI: DE MICHELIS ”

LA SCELTA E’ FATTA SARO’ CON VOI”

ROMA (ITALPRESS) “La scelta e’ fatta. Io, con quei pochi che mi seguiranno, saro’ con voi in questo percorso”. E’ quanto ha affermato oggi l’europarlamentare del nuovo psi, Gianni De Michelis, intervenendo al congresso dello Sdi che sta discutendo la costruzione di una Costituente dei socialisti. “E’ giunta l’occasione di andare oltre e guardare al futuro. Sicuramente vale la pena di tentare”, ha aggiunto De Michelis.
(ITALPRESS).
ag/c 14-Apr-07 20:21 NNNN

 

== CONGRESSO SDI: DOCUMENTO GIOVANI SDI-NPSI-SI-SINISTRA DS =

(AGI) - Fiuggi, 14 apr - In politica i giovani hanno spesso anticipato le scelte dei protagonisti. Oggi a Fiuggi i movimenti giovanili di Sdi, Associazione ‘Rosa nel pugno’, nuovo psi, Socialisti italiani e sinistra Ds hanno sottoscritto un documento comune che afferma: “Riteniamo giusto richiamarsi alla migliore tradizione del riformismo italiano laico e socialista, nel solco delle piu’ evolute socialdemocrazie europee, avendo nel Pse e nell’Is i nostri riferimenti in campo europeo ed internazionale, al fine di realizzare un soggetto politico nuovo”.
Il documento propone l’elettorato attivo a 16 anni ed una modifica in senso proprozionale della legge elettorale. I giovani di Associazione per

la Rosa nel pugno, Fgs (Sdi), Nmgs (
nuovo psi), Giovani Socialisti italiani, Costituente Pse, Giovani ‘Sinistra Ds per il socialismo’, Giovani Psdi hanno anche creato un sito internet comune: www.noisiamoquelliche.it.
Prima iniziativa il prossimo 28 aprile a Tivoli.(AGI) Mal 142031 APR 07

 

SDI: BATTILOCCHIO , STORICA OCCASIONE PER TUTTI SOCIALISTI

(ANSA) - ROMA, 14 APR - ‘Chi si dichiara socialista non puo’ lasciarsi sfuggire questa storica occasione’. Cosi’ Alessandro Battilocchio, vicesegretario del nuovo psi, commenta la costituente socialista avviata al congresso dello Sdi a Fiuggi.
‘Le basi per creare un grande partito ci sono tutte - ha commentato l’eurparlamentare - il dibattito di questo pomeriggio, dove sono intervenuti tutti gli attori protagonisti del percorso che sancira’ la nascita di una nuova forza socialista, e’ stato caratterizzato da una forte passione politica e dalla voglia di tornare insieme’.
‘L’intervento di Gianni De Michelis aggiunge Battilocchio - e’ stato un importante contributo al dibattito. Chi si dichiara socialista non puo’ lasciarsi sfuggire questa storica occasione’. (ANSA).

COM-IA 14-APR-07 20:02 NNNN

 

SDI: DE MICHELIS, SCELTA FATTA, CON VOI PER COSTITUENTE

(ANSA) - FIUGGI (FROSINONE), 14 APR - ‘La mia scelta e’ fatta, io saro’ con voi’. Gianni De Michelis, intervenuto al congresso nazionale dello Sdi, raccoglie la proposta di Enrico Boselli di dar vita ad una costituente del socialismo italiano.
‘Nessuno di noi - dice il leader del
nuovo psi - puo’ rinunciare a cogliere questa occasione’.
Secondo De Michelis, ‘bisogna andare oltre quello che e’ stato fatto in questi 15 anni e costruire una forza politica in grado di rappresentare non solo i socialisti, ma di dare un punto di riferimento a tutti i cittadini’.
De Michelis ha pero’ sostenuto che, per far nascere un nuovo soggetto politico ispirato dal socialismo, c’e’ bisogno ‘di una rottura con questo bipolarismo bastardo’. ‘Una forza socialista - ha sottolineato - non puo’ che essere di sinistra, ma questo schema bipolare dobbiamo rifiutarlo e andare oltre’.
De Michelis, inoltre, ha escluso la possibilita’ di allargare l’alleanza socialista alle forze della sinistra radicale. ‘Noi dovremo confrontarci anche con Mussi e Angius, ma non possiamo mettere insieme tutto e il contrario di tutto. Mi dispiace, ma Bertinotti non potra’ mai rappresentare il socialismo come lo vedo io’. De Michelis ha concluso con l’esortazione a lavorare per fare del nuovo partito una forza politica in grado di raccogliere vasti consensi: ‘Non dobbiamo accontentarci del 2%, 3%, 4%, ma dobbiamo puntare ad avere molto piu’ del 5%’.
(ANSA).

 

NPSI: CALDORO, NEL PD DI PRODI NON C’E’ POSTO PER SOCIALISTI

(ANSA) - ROMA, 14 APR - ‘Romano Prodi disegna il percorso della Costituente socialista funzionale al suo governo ed al suo Partito Democratico. Partito democratico del quale lo Sdi di Boselli dovra’ prima o poi farne parte’. Cosi’ Stefano Caldoro, coordinatore nazionale del nuovo psi, commenta il discorso del presidente del Consiglio al congresso dello Sdi.
Per Caldoro, sarebbe ‘in poche parole una unita’ residuale della diaspora socialista e subalterna al progetto del Presidente del Consiglio’. ‘I socialisti riformisti - conclude Caldoro - non si faranno attrarre dalle sirene dell’Unione, come non si sono fatti attrarre dalla Rosa nel Pugno, ma confermeranno la loro scelta di campo, con la propria identita’, all’opposizione di questo falso centrosinistra’. (ANSA).

 

SDI: CALDAROLA A SOCIALISTI, SONO FINALMENTE A CASA =

CREDO IN COSTITUENTE, SIA APERTA - SAREMO FORTI ALLEATI PD

Fiuggi, 14 apr. (Adnkronos) - “Finalmente sono a casa”. Cosi’ l’ex Ds Peppino Caldarola si rivolge alla platea del congresso dello Sdi a Fiuggi. L’ex esponente della Quercia, che ha lasciato il partito in dissenso con il progetto del Pd, appoggia la costituente socialista di Enrico Boselli. “Io nella costituente socialista ci credo. Ai socialisti non serve stare nel Partito democratico ma possono esserne un forte alleato”. E poi rivolto a Boselli, Caldarola spinge perche’ la costituente sia aperta a tutti coloro che sono interessati a questo progetto: “non facciamo una costituente ad excludendum

 

CONGRESSO SDI: E FU ABBRACCIO FRA DE MICHELIS E BOBO CRAXI… =

(AGI) - Fiuggi, 14 apr - Al Tribunale civile di Roma e’ ancora pendente la lite giudiziaria che contrappone Gianni De Michelis e Vittorio Craxi sull’esito del congresso del nuovo psi dell’ottobre 2005, ma oggi a Fiuggi, complice la decisione di creare una Costituente socialista, e’ scattato l’abbraccio fra De Michelis e Craxi, immortalato dai fotografi.
De Michelis aveva appena finito di affermare dal palco del congresso dello Sdi: “La scelta e’ fatta. Siamo con voi in questo percorso”. Al termine applausi e l’abbraccio fra De Michelis e Craxi. Al momento non e’ dato sapere se la riappacificazione avra’ un seguito anche nelle aule di giustizia.(AGI) Mal 142022 APR 07

 

Apc-SDI/ CALDORO: DE MICHELIS HA SCELTO, IL NUOVO PSI NO

Sua adesione non impegna partito, decideremo al congresso

Roma, 14 apr. (APCom) - “De Michelis ha scelto, il nuovo psi no”.
Così Stefano Caldoro, coordinatore nazionale del
nuovo psi, ha reagito all’adesione alla costituente socialista annunciata da Gianni De Michelis al congresso dello Sdi. “Il nuovo psi deciderà al congresso nazionale convocato il 23-24 giugno a Roma.
L`adesione al progetto costituente di Gianni De Michelis è legittima - ha precisato Caldoro - ma non impegna il partito.
L`unità socialista, così come proposta oggi da Borselli, impone un cambio di schieramento e di fatto la scelta del centro-sinistra nell`attuale sistema bipolare. La parola ora passa agli iscritti in un confronto su linee politiche diverse”.

Red/Pol

141935 apr

 

SDI: ARRIVA COSTITUENTE SOCIALISTA PER SANARE DIASPORA/ANSA

B.CRAXI, COLMIAMO VUOTO A SINISTRA PD; DE MICHELIS, SONO CON VOI (di Chiara Scalise) (ANSA) - ROMA, 14 APR - I socialisti ci riprovano e questa volta il progetto della Costituente socialista lanciato ufficialmente al congresso dello Sdi potrebbe finalmente mettere fine alla diaspora che si e’ consumata all’ombra del garofano quindici anni fa.
Sotto le bandiere del partito di Enrico Boselli fanno ‘pace’ anche i due amici-nemici Bobo Craxi e Gianni De Michelis, pronti a ritrovarsi di nuovo fianco a fianco nonostante a dividerli ci siano ancora le Aule di Tribunale per la battaglia sul nome dei rispettivi partiti.
A dire si’ infatti sono tutte le anime frammentate del vecchio Psi, da quelle che oggi siedono al
governo a quelle che si trovano sui banchi dell’opposizione. ‘Scelta fatta - dice il leader del nuovo psi De Michelis - Io saro’ con voi’. Anche se a smorzare l’entusiasmo ci pensa Stefano Caldoro che sottolinea come il via libera al progetto di De Michelis sia solo a titolo personale, perche’ la decisione spetta all’imminente congresso del partito del Garofano.
Ma la locomotiva sembra lanciata, e non ci sono appelli a tornare indietro che facciano breccia oggi a Fiuggi. Neanche quello che arriva da Romano Prodi e’ sufficiente, forse perche’ il gong dell’orgoglio socialista e’ ormai suonato. ‘Tardivo’, lo giudica infatti Bobo Craxi. E poi il matrimonio fra Ds e Dl lascia ‘un vuoto a sinistra’ che puo’ essere colmato. Una convinzione condivisa da molti e che da’ nuovo respiro al progetto unitario.
Non tutti hanno pero’ abbandonato l’idea di partecipare alla costruzione del Pd: Ottaviano del Turco, presidente della Regione Abruzzo ed ex segretario dei socialisti dello Sdi, e’ da sempre meno scettico del compagno Boselli di fronte al progetto di una casa comune con Fassino e Rutelli (’voglio continuare a discuterne’), ma soprattutto mette le mani avanti di fronte all’ipotesi di aprire le porte del socialismo anche ai partiti di sinistra dell’Unione. ‘Non sia un nuovo Psiup’, dice ricordando il partito nato nel ‘64 con la scissione della sinistra del Psi.
Comunque andra’, avverte un big del socialismo dell’era Craxi come Rino Formica, ad attendere i compagni socialisti sara’ ‘una lotta in mare aperto, senza ricoveri per l’ospitalita”.
Cosi’ come, ammonisce l’ex ministro, sarebbe un’illusione che la pacificazione possa avvenire in un batter d’occhio. Avvertimenti che sono pero’ fatti non per mettere i bastoni tra le ruote, ma al contrario per spronare i compagni. E quello di Formica e’, infatti, non solo l’intervento piu’ commosso ma riceve una vera e propria ovazione dalla platea dei delegati del Palaterme di Fiuggi. (ANSA).

SCA 14-APR-07 20:43 NNNN

SDI: DE MICHELIS, SARO’ CON VOI IN COSTITUENTE SOCIALISTA =
DIALOGO CON MUSSI E ANGIUS, MA NON CON SINISTRA RADICALE

Fiuggi, 14 apr. - (Adnkronos) - “La mia scelta e’ fatta. Io saro’ con voi. Nessuno di noi puo’ rinunciare a cogliere questa occasione”. Cosi’ Gianni De Michelis, al congresso dello Sdi, raccoglie la proposta di Enrico Boselli di costruire una Costituente socialista.

De Michelis sottolinea che “bisogna costruire una forza politica in grado di rappresentare non solo i socialisti, ma di dare un punto di riferimento a tutti i cittadini”. Una forza che “non puo’ che essere di sinistra” ma per farlo occorre “andare oltre a questo sistema bipolare”.

De Michelis quindi dice si alla Costituente socialista purche’ non venga allargate anche alle forze della sinistra radicale: “noi dovremo confrontarci con Mussi e Angius ma non possiamo mettere insieme tutto e il contrario di tutto. Mi dispiace, ma Bertinotti non potra’ mai rappresentare il socialismo come lo vedo io”.

(Mon/Pn/Adnkronos) 14-APR-07 19:24

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apr 13 2007

Siamo finiti nel pantano- Franco Spedale

Published by Franco Spedale under Generale, Link Amici

Com’era prevedibile, ancora una volta siamo finiti sotto le macerie.
Basta leggere le interviste di oggi per capire che per noi la strada imboccata dal nostro Segretario, in ordinaria Amministrazione, ci porterà alla distruzione.
Casini sul Corriere rientra di fatto nella CDL, proponendo solo il suo problema di leadership alternativo a Berlusconi, ma di fatto prendendo le distanze, com’era ovvio dall’attuale Governo.
Dall’altra parte, Borselli, sempre sul corriere, presentando il suo congresso, traccia la strada dell’Unità Socialista, all’interno del Centro Sinistra a sostegno dell’attuale governo.
E in più il sistema elettorale, che manterrà la sua struttura bipolare.
La partita, anche questo ovviamente, si gioca sopra le nostre teste, molto non dipende da noi e quel poco che dipende da noi lo stiamo giocando in maniera talmente tanto sbagliata da rasentare l’inadeguatezza.
Ormai è chiaro ai più, basta leggere gli articoli e le mail che in questi giorni girano, che la divisione è, per fortuna, di natura politica, su cui si infilano alcuni sciacalli, che volendola buttare sul personale e spesso sull’offensivo (siamo arrivati anche alle querele, che ahimè anche io stesso sono stato obbligato a fare per tutelare la mia immagine), cercano di spostare l’obbiettivo dal politico al patetico, creando confusione tensione e improduttività di analisi politica.
Ma la divisione è di natura politica, tra chi come Caldoro, Collice, Alvaro, io stesso e numerosi tanti altri compagni, pensano che certamente l’autonomia e l’identità siano dei valori assolutamente fondamentali e necessari, ma che questa non abbia ragione di mutare le attuali alleanze, se non vi sono modifiche sostanziali nel sistema politico, e chi ritiene, altrettanto legittimamente che sia necessario una scelta di campo irreversibile verso il centro sinistra, addirittura ipotizzando a breve un movimento della costituente chiamato “GRUPPO PER LA COSTITUENTE SOCIALISTA” , che con a capo il giovane BATTILOCCHIO, definisca con lo SDI la presenza del Nuovo PSI.
Credo che sia necessario arrivare ad un Congresso su due documenti politici diversi, non v’è spazio per situazioni “mezzane”, all’interno del quale confrontarci discutere e decidere tutti insieme cosa fare di questo partito o meglio di questa comunità.
Credo però che a questo punto diventi doveroso e necessario fare altrettanti Congressi Regionali e Provinciali, perché se vi è un differente pensiero Politico all’interno del gruppo dirigente Nazionale questo è conseguente espressione del pensiero dei dirigenti Regionali e Provinciali.
Domani pomeriggio a Milano, un gruppo di noi si troverà per cominciare a delineare il documento politico.
Esso è un elemento indispensabile per toglierci dall’ambiguità che ci governa e dare un principio di chiarezza del ragionamento politico.
Franco Spedale

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