Archive for maggio, 2007

mag 17 2007

CONTINUA LA FARSA

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Ovviamente eccoci alla seconda puntata.

Tutti ci aspettavamo la mossa dell’amico Trillo che smentiva se stesso.

Ora apprendiamo che il compagno Trillo, quel giorno dopo aver partecipato per tutto il tempo alla durata della riunione, di è accorto che si era distratto e quindi ritiene di aver apposto una firma dove non avrebbe dovuto.

Capisco che le ragioni di “schieramento” obblighino a fare queste brutte figure, capisco, che in molti casi il far parte di un gruppo ti porti a dover ingoiare anche cose non condivise, capisco tutto, ma per l’amor del cielo non prendeteci in giro.

È doveroso nei confronti di molti iscritti al Partito, è doveroso nei confronti di coloro i quali in questi anni si sono battuti per far rifiorire i Garofani, è doveroso per coloro i quali, nelle Provincie si sono battuti con onestà intellettuale ed ideale contro tutti.

È doveroso per coloro i quali hanno sacrificato del proprio (famiglia e soldi, che guarda caso per le periferie non c’erano mai e che invece a Roma erano sufficienti per “mantenere”, nel vero senso della parola, Dirigenti che altro non sapevano fare nella vita).

È giunto il momento di dire basta.

Basta con gli imbrogli, basta con le prese in giro, basta con le umiliazioni.

Ci vuole coraggio, in generale nella vita ma anche in Politica.

Il coraggio delle proprie azioni, il coraggio di saper raccogliere una sconfitta, il coraggio di essere persone che non perdono mai la dignità.

Forse noi ci meritiamo questo, forse la disintegrazione del PSI prima, in quel modo ignobile legato sì a Tangentopoli, ma anche e soprattutto alla viltà di numerosi dirigenti Nazionali (gli stessi che ora vorrebbero rifare

la FALSA COSTITUENTE), e del “vecchio” Nuovo PSI adesso, sono passi obbligati di un gruppo di dirigenti che in assenza di uno spirito libero, in assenza di una dignità personale, hanno girovagato in cerca di una collocazione, speranzosi di affermare la propria personalità prima ed al di sopra di tutto.

Io non ho buttato via 15 anni della mia vita per risolvere i problemi psicologici a chi ha voluto giocare con NOI e con i SOCIALISTI.

Ho creduto, credo è crederò nell’ideale del SOCIALISMO, PER QUESTO CONTINUERO’ la battaglia, per questo sarò presente al CONGRESSO DEL 23-24 GIUGNO.

Per far rifiorire DAVVERO IL GAROFANO, PER MANDARE A CASA CHI NON CI CREDE, PER RIAFFERMARE

LA NOSTRA AUTONOMIA ED IDENTITA’.

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mag 16 2007

La scissione di De Michelis

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Dopo tanto peregrinare, eccoci giunti al punto focale e conclusivo del nostro cammino.

Gianni de Michelis, Segretario Nazionale in carica solo per l’ordinaria Amministrazione, tenta, ancora una volta dimostrando come in tutti questi anni ha gestito il Partito e le regole connesse a proprio uso e consumo (ricordiamo che nessuno sa come siano stati spesi milioni di euro ricevuti dal Partito), DI RIBALTARE IL GIUDIZIO DEMOCRATICO CHE STA EMERGENDO ALL’INTERNO DEL PARTITO, cioè la sconfitta della sua line politica incentrata SULL’IMBROGLIO DELLA FALSA COSTITUENTE .

Lo fa compiendo un atto di scissione vero e proprio, convocando un Consiglio Nazionale, che non ha la legittimità di convocare e lo fa solo per “costruirsi” un Congresso che lo veda, da nobile decaduto, a tentare di rimanere in sella in un Partito che , comprese le persone a lui più vicine, non lo vuole.

Il solito De Michelis, arrogante nella forma e nella sostanza, disinteressato del Partito e delle migliaia di militanti che hanno creduto e credono nella prospettiva di una rinascita Socialista.

Lo fa solo perché pensa, sbagliando, che con Borselli avrà ancora la possibilità di rifare il Parlamentare Europeo (ma chi gli darà i voti?).

Lo fa in spregio delle più elementari regole del buon senso e della democrazia.

Lo fa perché ormai “il re è nudo”.

La cosa più difficile degli esseri umani è rendersi conto che arriva una fine per tutti e che quando questa giunge bisogna, discretamente, prenderne atto e lasciare il campo ad altri che potrebbero continuare il percorso che egli ha tracciato.

Non si può lottare contro il tempo, non si è immortali, non si può considerare tutti gli altri feccia e auto incensarsi, non si può pensare di non sbagliare mai.

Il De Michelis è, purtroppo, così.

È stato un bravo ministro, è stato un bravo dirigente del vecchio PSI.

Ma è stato.

Ora non è più neanche il Segretario del Nuovo PSI.

Non lo è perché sta compiendo una SCISSIONE!

L’atto di prevaricazione che ha compiuto è esattamente paragonabile e sovrapponibile a quelli compiuti dal duo Martelli-Craxi prima e da Zavettieri-Craxi dopo.

Ma noi non possiamo concedere che 15 anni della nostra vita, 15 anni di sacrifici, di lotte di battaglie contro tutto e tutti finiscano, solo perché il De Michelis ed uno sparuto gruppo di dirigenti autoreferenziali, ha deciso, legittimamente, questo sì, di farsi ANNETTERE dallo SDI e confluire nel Centro-Sinistra.

Non  possiamo concedere di essere trattati come dei burattini che devono seguire le peregrinazioni del nostro Segretario, che ha saputo condurci, nel giro di un anno e mezzo dal 2% al 0.35%; non possiamo permettere che l’AUTONOMIA SOCIALISTA, finisca per sparire, non possiamo permettere che

la NOSTRA IDENTITA’, venga assorbita da un gruppo di sciacalli che ne vogliono fare un’arma di trattativa per entrare nel Partito Democratico.

Il 23 e il 24 Giugno ci sarà il Congresso Nazionale, che come stabilito dalla Commissione di Garanzia sarà preceduto dai Congressi provinciali e regionali.

Lì ricostruiremo, per l’ennesima volta il Nuovo PSI

 

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mag 16 2007

NON SIAMO PURTROPPO SU SCHERZI A PARTE: LA FRATTURA RISCHIA D’ESSERE INSANABILE di Adolfo Collice

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NON SIAMO PURTROPPO SU SCHERZI A PARTE: LA FRATTURA RISCHIA D’ESSERE INSANABILE di Adolfo Collice

 

                                                                      

 Ab

biamo letto sul sito che De Michelis, in carica solo per l’ordinaria amministrazione, ha deciso, con un gravissimo atto di violazione statutaria, di aggravare ulteriormente la già difficile situazione interna al nostro piccolo Partito. 

La convocazione del Consiglio Nazionale è infatti illegale e illegittima, e quindi nulla. De Michelis di fatto attua una rottura grave dei meccanismi che regolano il nostro stare assieme. Perché lo fa? E’ vero quello che dicono in molti del ‘muore Sansone con tutti i filistei’? La scelta autoritaria e personale di traghettarsi “con i pochi che lo seguiranno” lo consiglia di fare terra bruciata?

 

Anche se conosciamo le risposte a domande che tutti i compagni, da domani, si porranno in tutta Italia, dobbiamo riaffermare che mai e poi mai accetteremo l’interruzione di un procedimento in atto che deve comunque portarci al Congresso Nazionale del 23 e 24 giugno. Si sappia che a casa propria ognuno è libero di fare ciò che vuole ma in un Partito si devono rispettare le regole statutarie, ed esse ci ricordano che il CN del 31 marzo, pur con le tensioni che conosciamo, si è concluso con soli 5 voti contrari con l’azzeramento degli incarichi, la convocazione del Congresso e la nomina della Commissione di garanzia congressuale composta dalle due Commissioni esistenti (Garanzia e Tesseramento).

 

Ricordo che eventuali integrazioni potevano e possono ancora essere decisi dall’Esecutivo, ma mai e poi mai scaturenti da una decisione dei Segretari Regionali. Comunque

la Commissione si è insediata e il procedimento assunto all’unanimità, legittimo e regolare, ha portato alla nomina di Lucio Barani a Presidente garante del procedimento congressuale.  A Gianni un consiglio, un solo consiglio, che viene comunque da una terra che molto ha fatto per far decollare il Nuovo PSI, per farlo eleggere Parlamentare europeo, e per dargli ruolo e possibilità di essere nell’arena politica: CI RIPENSI.

 letto sul sito che De Michelis, in carica solo per l’ordinaria amministrazione, ha deciso, con un gravissimo atto di violazione statutaria, di aggravare ulteriormente la già difficile situazione interna al nostro piccolo Partito.

 

La convocazione del Consiglio Nazionale è infatti illegale e illegittima, e quindi nulla. De Michelis di fatto attua una rottura grave dei meccanismi che regolano il nostro stare assieme. Perché lo fa? E’ vero quello che dicono in molti del ‘muore Sansone con tutti i filistei’? La scelta autoritaria e personale di traghettarsi “con i pochi che lo seguiranno” lo consiglia di fare terra bruciata?

 

Anche se conosciamo le risposte a domande che tutti i compagni, da domani, si porranno in tutta Italia, dobbiamo riaffermare che mai e poi mai accetteremo l’interruzione di un procedimento in atto che deve comunque portarci al Congresso Nazionale del 23 e 24 giugno. Si sappia che a casa propria ognuno è libero di fare ciò che vuole ma in un Partito si devono rispettare le regole statutarie, ed esse ci ricordano che il CN del 31 marzo, pur con le tensioni che conosciamo, si è concluso con soli 5 voti contrari con l’azzeramento degli incarichi, la convocazione del Congresso e la nomina della Commissione di garanzia congressuale composta dalle due Commissioni esistenti (Garanzia e Tesseramento).

 

Ricordo che eventuali integrazioni potevano e possono ancora essere decisi dall’Esecutivo, ma mai e poi mai scaturenti da una decisione dei Segretari Regionali. Comunque

la Commissione si è insediata e il procedimento assunto all’unanimità, legittimo e regolare, ha portato alla nomina di Lucio Barani a Presidente garante del procedimento congressuale.  A Gianni un consiglio, un solo consiglio, che viene comunque da una terra che molto ha fatto per far decollare il Nuovo PSI, per farlo eleggere Parlamentare europeo, e per dargli ruolo e possibilità di essere nell’arena politica: CI RIPENSI.

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mag 15 2007

La solita barzelletta del solito comico

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Assistiamo alle solite, e prevedibili, barzellette, del Segretario Nazionale, che come d’uopo, è uso a modificare usi e costumi a proprio piacimento.

Mi spiace che una carriera così gloriosa finisca in un modo così tragicomico.

Il Congresso Nazionale è convocato per il 23 e 24 Giugno.

Lì ci sarà il vero confronto tra le diverse opinioni.

Il resto è solo farsa e avanspettacolo, che peraltro non allieta nessuno.

Franco Spedale

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mag 15 2007

la vere determinazione dei segretari Regionali. Salvatore Gennaro

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Esecutivo di Segreteria – hanno sollecitato la Commissione Congressuale a continuare i lavori .

 Su questo documento converge di fatto anche il Molise che attraverso una comunicazione scritta subordinava ad un accordo unanime dei Segretari l’eventuale integrazione della Commissione Congressuale. I documenti sono stati notificati alla commissione Nazionale di garanzia del Congresso.

Appare, quindi, indiscutibile che il coordinamento dei Segretari Regionali non ha raggiunto l’intesa unanime richiesta dall’Esecutivo di Segreteria, ma pur nell’ipotesi che ogni Segretario Regionale   rappresenti in questa fase la totalità degli iscritti della propria Regione, ipotesi peregrina e tutta da verificare, va evidenziato che i Segretari delle Regioni che hanno sottoscritto il documento Verrecchia rappresentano il 37, % del totale degli iscritti   e pur aggiungendo gli iscritti dell’Abbruzzo e del Friuli, assenti alla riunione e senza aver inviato alcuna delega scritta, raggiungono il 39,% del totale degli iscritti.

Il secondo documento rappresenta, con gli stessi limiti dell’altro, il 42,% del totale degli iscritti. L’astensione dell’Emilia, che in questi casi vale voto contrario, rappresenta circa il 4 % degli iscritti.

In conclusione, non solo non vi era la necessaria unanimità per integrare la Commissione Congressuale, ma   le firme in rappresentanza della maggioranza degli iscritti si sono espresse in maniera chiara contro ogni allargamento surrettizio della Commissione Congressuale.

 

Parlano e valgono i documenti sottoscritti dai Segretari Regionali e non presunti verbali inviati al sito senza firme autografe e con descrizioni di votazioni mai avvenute. Invito il Sito a non pubblicare documenti a mia firma o con mie espressioni di voto senza avere fatto le necessarie verifiche.

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mag 14 2007

La democrazia NON va solo predicata

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Sono rimasto semplicemente sbalordito e sconcertato a leggere “la soluzione” di Paolo Del Bufalo.  

Sbalordito, perché egli che tanto ciancia di regole e di democrazia le mette letteralmente sotto i piedi pretendendo che
la Commissione congressuale composta da 9 membri sia integrata da ben 20 Segretari Regionali che avrebbero, a maggioranza, richiesta la loro inclusione (e se fossero stati i Segretari Provinciali a fare detta richiesta?). Si dimentica il Nostro che le eventuali integrazioni possono essere fatte solo dall’Esecutivo così come stabilito dal deliberato del Consiglio Nazionale.  

La democrazia è tale se governata da regole certe, e tra esse c’è quella che prevede in ogni consesso, dove albergano posizioni diverse, che la gestione del processo decisionale, per capire qual è l’orientamento della maggioranza, avvenga con Commissioni paritetiche salvo le decisioni assunte all’unanimità.  Di questa prassi (Commissioni paritetiche) Del Bufalo se ne ricorda solo in coda al suo assunto ma dopo aver chiesto la convocazione illegittima del Consiglio Nazionale che ha esaurito, lo si vuole capire, il suo ruolo il 31 marzo ultimo.  

Sono, altresì, rimasto sconcertato per
la VOLGARITA’ gratuita con cui si attacca uno dei due nostri parlamentari REO D’AVER ACCETTATO IL RUOLO DI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CONGRESSUALE ed aver proceduto al suo insediamento che è frutto dell’unità delle due Commissioni presiedute da Trillo (Garanzia) e da Di Trapani (Tesseramento).  Che il compagno Barani abbia diversi incarichi dimostra semmai il suo equilibrio, cosa che manca totalmente al compagno Del Bufalo.  

Del Bufalo finisce facendoci sapere che preferisce una separazione consensuale. Noi non siamo dello stesso avviso anche perché accettando le regole della democrazia ne accettiamo i risultati anche se dovessimo essere costretti a turarci il naso.  

Sarà il Congresso che deciderà la linea e gli approdi nella salvaguardia dell’autonomia e nella difesa dell’identità. Vagheggiare Costituenti che esistono solo nell’immaginario di alcuni dirigenti è sempre legittimo, pensare alla ricostituzione del PSI e sognare il ritorno al periodo d’oro dei socialisti è altrettanto legittimo, ma ritornando con i piedi per terra è chiaro che trattasi di sogni e speranze di compagni che si illudono nel ritorno agli splendori del passato.  BISOGNA INVECE LAVORARE PER IL PRESENTE ED IL FUTURO SAPENDO QUANTA E’ RIPIDA, IRTA E SCOSCESA
LA RISALITA, per cui è inutile SCORAGGIARSI DINANZI A BATTUTE D’ARRESTO.  

Tenacia, compagni, tenacia e tenacia, non esistono scorciatoie. Quelle esistono solo per difendere qualche nicchia di sopravvivenza. 

 

                                                                           Giovanni ALVARO                                                         Commissario Provinciale Reggio Calabria

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mag 14 2007

AVVIAMOCI AL CONGRESSO SENZA ULTERIORI SPECULAZIONI

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Quando leggo gli interventi di alcuni iscritti che hanno partecipato solo negli ultimi anni alle vicissitudini del nostro Partito e la cui presenza non ha fatto altro che provocare danni inenarrabili, provo un senso di sdegno che non ha parole.

Tanto più quando gli stessi, dopo aver utilizzato gli stessi sistemi che ora contestano si ergono a censori.

La cosa che fa più specie è certamente il fatto che le regole che gli stessi hanno calpestato in varie e diverse occasioni, solo perché “coperti” da un “superiore”, vengono poi così sollecitamente richiamate quando non aggradano al disegno perverso che hanno in testa.

Credo che assisteremo alla fine del Nuovo PSI, ve ne sono le premesse.

Quando si nasconde il motivo del contendere, o meglio si gioca sull’inganno politico che possono esprimere le parole, certamente si crea confusione e si fa danno.

Mi pare che molti di coloro i quali sostenevamo l’adesione alla FALSA COSTITUENTE, verificando quello che noi da tempo diciamo, e cioè che è un IMBROGLIO, accortisi fuori tempo massimo e quando già il “capo” ha fatto il passo più lungo della gamba, che quella intrapresa è una strada senza uscita, oggi usino tutte le armi, spesso non convenzionali, che possono e sono abituati a usare, pur di non addivenire ad un CONGRESSO che discutendo DEMOCRATICAMENTE, sancirà la linea Politica,

la Segreteria e, senza grossi giri di parole,

LA PROPRIETA’ DEL SIMBOLO.

Falsare i fatti, contestarli quando non ci aggrada, tenere alto il livello delle discussioni riprovevoli, non è fare POLITICA, ma solo prestarsi a strumentalizzazioni finalizzate a modesti interessi personali.

La discussione è avviata, le regole fissate da una commissione, mi pare vi sia anche la firma di Trillo, correttamente insediata e nominata da un Consiglio Nazionale legittimamente insediatosi con un documento, che anche le prove “televisive” lo confermano, votato all’unanimità.

Evitiamo di creare quindi ulteriori confusioni, cominciamo invece a discutere sulle diverse linee politiche tra chi vuole aderire all’IMBROGLIO della COSTITUENTE, e tra chi invece vuole riaffermare la propria IDENTITA’ E

LA PROPRIA AUTONOMIA

Franco Spedale

Direzione Nazionale

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mag 14 2007

Un ricordo di un amico scomparso

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Questa mattina si è spento Giancarlo Magenta, ex assessore Regionale della Lombardia dei bei tempi che furono.

Non posso certo io tracciare la sua storia Politica e personale.

Non sarebbe giusto per lui, poiché la sua storia parla da sé, non sarebbe giusto per me, perché ho avuto la fortuna di conoscere Giancarlo, solo a bei tempi andati e sono la persona meno adatta a farlo.

Posso e voglio solo ricordare il Giancarlo che ho conosciuto, che mi ha aiutato sostenuto, che mi ha incitato durante la mia Segreteria Regionale.

Era un tipo strano, Giancarlo, quando ci parlavi sapeva sempre metterti in imbarazzo, sembrava sempre disinteressato e distaccato dalle cose, eppure aveva dentro di sé ancora molto da dare e molto da dare alle cause del Socialismo.

Ricordo ancora quando decise di scommettersi in prima persona per le elezioni provinciali, quando candidandosi alla Presidenza della Provincia si riaffacciò ufficialmente nell’agone Politico, lui che era stato uno degli uomini più potenti di Pavia, lui che era stato un socialista vero, lui che come gran parte di noi aveva dovuto subire gli insulti, le umiliazioni le cattiverie della disgraziata vicenda di tangentopoli.

Non aveva mai smesso di credere nel Socialismo, non aveva mai voluto cercare un’altra casa, aveva continuato a lottare, come molti di noi, perché la causa del Socialismo tornasse ad avere un proprio ruolo.

Era sempre disponibile, a qualsiasi ora ed in qualsiasi giorno.

Con lui ho condiviso molto e da lui ho imparato molto.

Un giorno mi disse una frase che ha contribuito molto a cambiare la visione della vita.

Quel giorno, lasciandosi un po’ andare, mi raccontò alcune delle sue traversie, delle sue vicende personali vissute in politica; mi disse “vedi Franco, io dalla Politica ho avuto molto, poi è successo quello che è successo; non voglio altro, voglio solo avere la possibilità di rimettere in piedi questo partito, e vorrei avere la possibilità di fare politica”, intendendo con questo che le tristi vicende avevano tolto a molti la possibilità di farlo.

In quel momento capii che dietro ad una corazza di manifesta durezza, vi era un uomo buono, che viveva per un ideale vero.

Le ultime vicende ci avevano portato a non essere più così vicini, ma la stima da parte mia, e spero anche da parte sua, non era mai venuta meno.

La notizia della sua morte mi ha lasciato un vuoto, molto superiore a quello che mi ero immaginato.

Mi mancherà, Giancarlo, mi mancherà quel suo modo strano di rispondere al telefono del tipo “agli ordini capo”, che era una chiara presa in giro affettuosa.

Mancherà a molti, mancherà al Socialismo.

Ciao Giancarlo, ti abbraccio.

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mag 11 2007

Alvigini di Padova:COSI’ RINASCE IL P.S.I.?

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Il capo-famiglia che annunciasse ai propri famigliari: “abbiamo comprato casa!” non potrebbe sottrarsi a domande quali: dove? Con quali vicini? E, soprattutto, quale casa?

Gianni De Michelis da troppo tempo sembra disattendere uno dei pilastri fondanti della natura socialista: il dialogo con la base, la condivisione con i sostenitori del partito di una linea politica.

Il che non è un appunto di poco momento, non solo visti i frutti disastrosi raccolti in questi ultimi anni, ma soprattutto considerando che oggi, più che mai, gli iscritti al Nuovo PSI non possono che essere considerati di provata fede ed interessati solo all’idea.

Formulata questa premessa metodologica, appare evidente che la casa nella quale ci viene prospettato l’ingresso, non è nemmeno definita nei sui tratti essenziali, quasi che la ricerca dell’unità socialista possa prescindere dall’unità delle idee dei socialisti.

I manovratori della riunificazione provengono da esperienze diverse ma tutte comunque negative, e paiono più interessati alla ricerca di una improbabile sopravvivenza che alla rifondazione di un polo laico e socialista degno di tal nome.

Nessuno vuole seppellire oltre 100 anni di storia del partito, anzi, se ancor oggi siamo qui a discutere ed a lottare è proprio perché siamo figlia di tanto passato.

Ma è esattamente perché non siamo nati ieri che possiamo permetterci di ignorare il mutamento dei tempi, lo scenario che la società civile italiana offre oggi, il contesto politico in cui si intende comparire ed incidere.

Dopo i post-comunisti, gli ex democristiani, ed i vari “pentiti”, si rischia di dar vita ed un partito che poco o nulla ha da dire di nuovo.

Senza un progetto politico attuale, moderno, in assenza di un linguaggio accessibile al giovane elettore, discettare di riunificazione socialista rassomiglia ad un vuoto esercizio di retorica politichese.

In presenza di questo bipolarismo, sotto il vigore dell’attuale legge elettorale non può esservi spazio alcuno per una componente laico-socialista.

Nulla viene ipotizzato nemmeno circa le possibilità, tutte da verificare, si intende, di aprire il nuovo partito anche ai tanti laici non strettamente socialisti (repubblicani, socialdemocratici, liberali, radicali e così via).

In buona sostanza: la prima mossa da fare non può che consistere nella presa di distanza ( che lo Sdi non fa ) dall’attuale governo per assumere una posizione terza, indipendente e manovriera; lavorando nel contempo per la concentrazione di tutti i potenziali interessati ad un vero polo laico-socialista, cui dar corpo attraverso una previa concertazione politica.

Il futuro è dei giovani e con i giovani; il nuovo soggetto politico che va delineandosi non può somigliare ad una adunata di reduci bastonati, animati dal desiderio di rivincita.

Occorrono idee nuove ed uomini nuovi.

A tale obiettivo bisogna mirare, superando tatticismi di scarso respiro, di breve vita e di miope ottica.

Cominciamo con il riunirci e discuterne.

 

Paolo Alvigini

Membro Direzione Provinciale Padova

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mag 10 2007

Comunicato della Direzione Provinciale del Nuovo Partito Socialista di Belluno

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La Direzione Provinciale del Nuovo Partito Socialista di Belluno,

PRESO ATTO dagli organi di informazione e dal sito ufficiale del Nuovo P.S.I. di una nuova iniziativa atta a favorire il superamento della diaspora Socialista per ricostruire sotto un unico simbolo e partito le vari anime oggi presenti sia nella Casa delle Libertà che nel Centro Sinistra.

INVITA la Segreteria Regionale e Nazionale a registrare le seguenti posizioni unanimemente espresse dagli iscritti di Federazione di Belluno:
1) l’unità dei Socialisti va ricercata fuori dell’attuale schema bipolare e quindi va perseguito con forza da parte dei propri aderenti l’obiettivo delle riforma elettorale proporzionale alla tedesca (con soglia di sbarramento);
2) la nascita di un 3° Polo è la condizione essenziale affinché si superino le contraddizioni sia nell’attuale maggioranza di governo (fortemente condizionata dalla sinistra comunista e antagonista) sia nell’ambito della Casa della Libertà dove, peraltro ancor oggi, registriamo le maggiori sintonie sul piano dei programmi riformatori e nella capacità d’alleanze per le Amministrazioni Locali, Regionali e di Governo;
3) diciamo no a soluzioni pasticciate con lo SDI (accordi elettorali) tesi solo a favorire la difesa di alcune posizioni personali;
4) facciamo appello ai responsabili del Partito affinché si operi nella consapevolezza di quegli interessi seppur minoritari che oggi rappresentiamo: l’avversione al comunismo in tutte le sue forme, una fiducia incondizionata nel riformismo laico, socialista e liberale che per distinguersi ha bisogno di leadership forti e coese, una laicità nelle decisioni che sottenda libertà per tutti e non bieco anticlericalismo, una maggiore consapevolezza nel difendere gli istituti democratici dal professionismo distruzione instauratasi nella cosiddetta 2^ Repubblica, una Giustizia giusta e rapida, che sappia vincere la spinta giustizialista e forcaiola e la gogna mediatica vero attentato al diritto alla privacy.

CIO’ DETTO si ribadisce la necessità che anche all’interno del nostro partito trovi Patria, non solo il dibattito aperto su queste questioni, ma soprattutto delle decisioni democraticamente assunte secondo regole certe e universalmente accettate dagli organi federali.

SE CIO’ non fosse, per lo sparuto gruppo della Federazione Nuovo P.S.I. di Belluno, si ritiene morta e sepolta qualsiasi prospettiva di rilancio Socialista nel panorama politico Italiano.

Il Segretario Provinciale
Luigino Olivier

Belluno 7 maggio 2007

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mag 09 2007

Comunicato stampa – elezioni amministrative -

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Comunicato Stampa – ore 15,00 del 9/5/2007 –  

 

Antonino Di Trapani, Responsabile dell’Ufficio Elettorale del Partito Socialista Nuovo PSI, dichiara: “le liste elettorali presentate dal Nuovo PSI per le prossime elezioni amministrative confermano sostanzialmente le scelte di campo effettuate dal partito nel recente passato. Le percentuali parlano chiaro: il 65% delle liste presentate vedono la collocazione del Nuovo PSI nel centro destra, dove nella maggioranza dei casi il partito si presenta con proprie liste e con lo storico simbolo del garofano; il dato diventa ancor più significativo considerando il diritto di tribuna concesso in diverse realtà ad esponenti del Nuovo PSI da Forza Italia e dal centro destra. Un 10% di casi vede il Nuovo PSI presentare liste autonome dai due poli; in un altro 18% di realtà invece il Nuovo PSI, apparentandosi con lo SDI, è presente nel centro sinistra con simbolo composito.Ricordiamo che la presentazione delle liste è stata effettuata in piena autonomia dagli organismi locali in virtù del decentramento territoriale riconosciuto dal partito alle singole segreterie regionali e provinciali. Tali scelte assumono particolare significato alla luce del dibattito che va sviluppandosi all’interno del partito in vista della prossima scadenza congressuale fissata per il 23 e 24 giugno p.v.Quest’ultimo importante impegno non impedisce peraltro di pensare alla tornata elettorale come ad un momento di rilancio, salvaguardando innanzitutto identità e autonomia del Partito Socialista Nuovo PSI.”

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mag 09 2007

Elezioni Francesi

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Credo che lo sforzo ed i tentativi di tradurre in chiave italiana il voto francese, non abbiamo fondamenti né analisi riconducibili. Ed altrettanto potremmo dire di quello inglese, o spagnolo, o tedesco… Se la propensione futurista è di tradurre il tutto in chiave europea, ciò che manca, e che mancherà per parecchio, è una ”storia condivisa “. A ricordare la guerra di secessione americana, ci vorranno cento anni per realizzare gli Stati Uniti… d’ Europa, basti pensare che solo sessant’anni fa eravamo in  guerra contro
la Francia e l’Inghilterra… Per il momento di unica abbiamo solo la moneta, troppo poco per parlare di tradizione comune, di lingua  comune, di politica  comune…  Un primo passo coraggioso potrebbe essere quello di lanciare partiti di riferimento europeo… E, visto il nostro innato spirito europeista, perché non esserne i precursori ? Dar vita ad un vero Pse  frutto di congressi di base, che si misurasse su uno Statuto  costituente (là sì, necessario, per sintetizzare le diverse realtà nazionali) e che eleggesse i suoi rappresentanti, il suo Segretario. Di che socialismo parleremmo, allora?  Quello disposto ad allearsi ai comunisti ? quello che si richiamasse a Marx? L’errore di Segolene è stato quello di non smarcarsi da un certo massimalismo, di inseguire più l’arcobaleno che non la bandiera  francese. L’effetto antisistema iniziato  a metà anni 60 è alla canna del gas. Il disordine pubblico delle banlieus o degli stadi non è più di sinistra, ma contro la società. Bisogna ridare contenuti alla cultura socialista, aggiornarla per tradurre i bisogni e le aspettative della gente che vuole migliori qualità esistenziali, nel lavoro, nella sanità,nel tempo libero…. Una politica finanziaria fondata sulla tassazione non è di sinistra, la difesa dell’attuale sistema pensionistico, quando la media di vita è aumentata di 10anni, non è di sinistra. Le rivendicazioni e la politica della CGIL non è di sinistra. Pecoraio Scanio e Di pietro non sono di sinistra. Il Pd non  è di  sinistra… A leggere taluno, anche in casa nostra, sembra che il problema, l’infamia, sia questa: stare o meno con quelli che si dicono”di sinistra “, non già per contenuti, ma per etichetta o  schieramento… I comunisti del compromesso o gli Sdi di oggi… ( provare per credere )così ci trattano, fatto salvo che non facciamo loro comodo… o che il Nuovo psi non sia organizzato (o inesistente ). In Polesine noi siamo l’entità socialista più qualificante. All’ opposizione in Provincia e nei due comuni più grossi. Gli assessori e le  prebende sono tutte dei boselliani e zavetteriani, ma io non vedo  politiche di sinistra. Allora oltre che di Nuovo Psi adesso ho cominciato a parlare di “nuova sinistra “, quella che parla di riformismo liberale, di laicità, di gradualismo, di tolleranza, di economia informatica e nanotecnologica, di progressismo, di Europa socialdemocratica e non marxista. C’è ancora spazio e tempo per diventare riferimento popolare di queste idealità. Anzi ne abbiamo quasi un dovere sociomorale oltre che storicopolitico ! Se questi “sinistri”italiani fossero stati zitti invece che appoggiarla, probabilmente il risultato poteva cambiare per
la Royale, che non già per le catene della vetero sinistra interna ha perso, ma perché non è stata credibile per il centro moderato della borghesia francese (che avrà valutato anche quello che sta succedendo da noi con i suoi deleteri falsi fans al Governo… ).  Lo snodo politico, anche  per la società italiana, non solo per il socialismo che vuole esserne “al servizio “, è lì, al centro.  Alleanze  a sinistra, con questa falsa sinistra, ma anche con quella vera, sono antiitaliane, sono antieuropee. E’ portare la  sinistra verso il centro, conquistare al socialismo a-comunista i ceti moderati che darà all’Italia una più efficace, larga ed omogenea governabilità. Abbiamo un grande compito: dare spazio,voce e  rappresentatività a questi cittadini, come ai tempi di Labor e delle Acli.. Non sarà un simbolo rapinato  ed aggiunto al sinistrismo che farà morire questa idea.  

Angelino MasinSegretario della Federazione di Rovigo

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mag 07 2007

Il Direttivo Regionale Lombardo non esiste più!

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I sottoscritti membri del Direttivo Regionale della Lombardia hanno deciso di non partecipare per protesta alla riunione del Direttivo Regionale, inopinatamente convocata per stasera

7 Maggio 2007, presso l’

Hotel Ibis di via Zarotto in Milano, poiché ritengono tale riunione giunga con molto ritardo ed a “cose fatte”.

 

Infatti, quotidianamente, dal Sito del Partito, che sembra essere diventato lo strumento “ufficiale” per la convocazione di Assemblee, Organismi, Comitati del Partito, veniamo a conoscenza delle opinioni politiche personali di alcuni dirigenti di partito, con la presunzione di farle apparire linee politiche condivise su cui attestare il gruppo dirigente lombardo, con il risultato che, così facendo, oltre a rappresentare in maniera distorta la realtà, tendono maliziosamente ed artatamente a svuotare di contenuti e ruolo le sedi ufficiali del Partito, uniche legittimate a dibattere ed assumere collegialmente posizioni politiche di merito a nome del Partito.

 

Ciò premesso, i sottoscriventi ritengono strumentale la convocazione odierna del Direttivo Regionale, in quanto finalizzata a delegittimare l’organismo dirigente lombardo del Partito in Lombardia, svuotandolo di effettive e peculiari potestà statutarie cui è preposto.

 

Fermo restando, tuttavia, il diritto costituzionale in capo ogni cittadino della Repubblica Italiana di potersi riunire pacificamente, i sottoscritti disconoscono l’efficacia della convocazione in questione, con la presente denunciano l’inefficacia di tale riunione e, in conseguenza di ciò, ribadiscono di non riconoscersi affatto in eventuali decisioni che in essa venissero assunte. La stessa ha, quindi, solo un carattere di riunione di parte e non del Direttivo Regionale del

Nuovo PSI Lombardia.

 

 

Riccardo Albertini Presidente dell’Assemblea Regionale, Membro della Direzione Nazionale

Edmondo Piombino Presidente dell’Assemblea Provinciale e membro del Direttivo Regionale

Bruno Rubes Membro della Direzione Nazionale

Franco Spedale membro della Direzione Nazionale e del Direttivo Regionale

Mauro Alzini membro della Direzione Nazionale e dell’Esecutivo Regionale

Roberto Formaggia membro della Direzione Nazionale

Angelo Guglielmo membro della Direzione Regionale del Partito

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mag 07 2007

LE MANI NELLA MARMELLATA

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Prima si cerca di alterare le regole, poi, scoperti con le dita nella marmellata, si delegittima il Consiglio nazionale consapevoli che il Congresso sancirà la sonora sconfitta di una pseudo Costituente in salsa, tra l’altro, “gauche plurielle”: Vergogna!

Per i Compagni ancora in buona fede, e non sono pochi, che avessero la pazienza e la voglia di vedere chi tenta di imbrogliare le carte e di creare un clima irrespirabile per il Congresso del prossimo giugno sarà sufficiente scorrere gli allegati.

Per aiutarne la comprensione ricordo solo che l’Esecutivo di Segreteria è composto da sei persone:

De Michelis, Pizzo, Battilocchio, Caldoro, Del Bue e Barani e che il documento a firma dei segretari regionali, messo sul sito, è stato anch’esso smentito da alcuni Segretari che si vedevano, a loro insaputa, annoverati tra i firmatari (anche di questa vicenda è sufficiente scorrere il sito per trovarne conferma).

E ALLORA, BASTA CON LE FURBIZIE. Il Partito deve fare il Congresso e deve farlo col massimo di garanzie e senza colpi di mano costruiti con pseudo maggioranze. Su questo terreno saremo impegnati fino in fondo e lavoreremo, come Calabria, per garantire tutti i compagni qualunque sia la loro posizione.

                                                               Adolfo COLLICE

                                                       Commissario Regionale Calabria

ALLEGATI:

  1. TRILLO convoca la Commissione Congressuale senza l’accordo con Di Trapani;

  1. DEL BUE smentisce il Segretario Nazionale;

  1. BARANI smentisce il Segretario Nazionale;

  1. DI TRAPANI sottolinea la scorrettezza di Trillo;

  1. CALDORO smentisce il Segretario Nazionale;

  1. Il Documento del Consiglio Nazionale del 31 marzo 2007 con evidenziato il passaggio che regola la composizione della Commissione Congressuale.

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mag 06 2007

Siamo solo comaprse!!!!

SOCIALISTI: BOSELLI A CN SDI, UNITA’ PRIMA DELL’ESTATE = (AGI) – Roma, 4 mag – “Mi giungono sollecitazioni costruttive da parte di Rino Formica e Giuseppe Caldarola ad accelerare i tempi, a definire meglio l’impostazione programmatica e a trovare piu’ presto forme di collegamento organizzativa di una nuova formazione socialista. Questa preoccupazione di fare presto e’ anche la mia. Siamo in attesa del Congresso del nuovo Psi, dove speriamo che dopo i discorsi di Gianni de Michelis a Fiuggi dalle parole si passi finalmente ai fatti e si realizzi subito l’unita’. Pensiamo che la stessa cosa debba avvenire con la formazione guidata da Bobo Craxi e Saverio Zavettieri.
Sarebbe bene, almeno in ordine di tempo, che questa unita’ si realizzasse prima dell’estate, per darci la possibilita’ in autunno di mettere in campo una Costituente socialista ampia e plurale. Attorno a questa prospettiva abbiamo registrato interesse non solo in coloro che vogliono avere un riferimento nel socialismo europeo, ma anche a tanti riformisti che non si riconoscono nel Pd”. Lo afferma il segretario dello Sdi Enrico Boselli al Consiglio Nazionale dello Sdi.

SDI: BOSELLI, DOBBIAMO UNIRE I SOCIALISTI E FEDERARE I RIFORMISTI = UNITA’ SOCIALISTA PRIMA DELL’ESTATE

Roma, 4 mag. – (Adnkronos) – “Penso che noi dobbiamo unire i socialisti e federare i riformisti”. Enrico Boselli, nella sua relazione al Consiglio nazionale dello Sdi, ha allargato i confini del cantiere aperto dai socialisti all’interno del centrosinistra. Il segretario dello Sdi ha spiegato che il primo passo e’ l’unificazione delle forze socialiste.

“Siamo in attesa del Congresso del nuovo psi, dove speriamo che dopo i discorsi di Gianni de Michelis a Fiuggi dalle parole si passi finalmente ai fatti e si realizzi subito l’unita’. Pensiamo che la stessa cosa debba avvenire con la formazione guidata da Bobo Craxi e Saverio Zavettieri. Sarebbe bene, almeno in ordine di tempo, che questa unita’ si realizzasse prima dell’estate, per darci la possibilita’ in autunno di mettere in campo una Costituente socialista ampia e plurale”, ha spiegato Boselli.

“Dobbiamo sapere fin da ora che dalla Costituente dovra’ emergere una forza nuova che non coincidera’ con lo Sdi -ha poi aggiunto Boselli-. Tutti gli atti che compiamo sono quindi rivolti a realizzare un disegno piu’ grande, un nuovo partito del socialismo europeo, una nuova formazione che dovra’ raccogliere consensi piu’ vasti di quelli che noi oggi abbiamo. Questa nuova forza ancorata al socialismo europeo, dovra’ a sua volta promuovere una convergenza dei riformisti”.

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