Archive for giugno, 2008

giu 18 2008

DOPO “LOTTA CONTINUA”, VA IN SCENA “GUERRA CONTINUA”

Dopo l’infausta “lotta continua” dei lustri passati, va ormai da tempo in scena “guerra continua”. Quella guerra che, senza esclusione di colpi, si combatte ormai da tempo contro Silvio Berlusconi reo d’aver saputo dare, al popolo moderato di questo Paese, una alternativa organizzata ch’è stata capace di mettere fuori gioco (e non per caso fortuito) la ‘gioiosa macchina da guerra’ d’occhettiana memoria.

Come i presuntuosi di lotta continua, a suo tempo impegnati, inutilmente, a distruggere la borghesia e il capitalismo, si muovono gli strateghi di guerra continua che, anch’essa inutilmente, si sviluppa sull’altare dell’obiettivo di distruzione del pericolo pubblico n. 1, dimostrando così un’incredibile cecità politica.

A nulla sono valsi i risultati elettorali dell’anno scorso che hanno sancito, senza possibilità d’appello, la simbiosi tra popolo e leader del PdL; a nulla i clamorosi risultati registrati domenica scorsa in Sicilia dove è venuta meno la prassi che vuole sconfitti, alle amministrative dell’oggi, i vincitori delle politiche di ieri; a nulla l’aver constatato che il sentimento popolare di adesione al programma dei riformisti e dei moderati è ben saldo e difficilmente modificabile. E questo lo sanno anche lor signori.

Perché quindi l’agitarsi e la ripresa della criminalizzazione dell’avversario? Perché la messa in scena del becero armamentario già abbondantemente ignorato dall’elettorato? Perché di nuovo scenari che ipotizzano pericoli per la democrazia? La risposta è una sola: tutto è riconducibile alla “rincorsa continua”.

La rincorsa di quel Di Pietro allevato dalla sinistra ed oggi loro acerrimo concorrente sul terreno del qualunquismo e del giustizialismo (l’assenza di idee fa amare il sangue); la rincorsa del partito delle toghe che non vuole cedere neanche un millimetro del proprio potere e tiene sotto scacco anche il PD; la rincorsa di grilli, grillini, santoni, santori e guru vari, con l’obiettivo non di conquistare consensi ma di non perderli, e soprattutto per parare i colpi di una sorda lotta interna che sta mettendo in grave difficoltà il buonista (?) Veltroni. Ma se questo è vero, esso dimostra la straordinaria debolezza di un dirigente che piega le proprie posizioni politiche alle necessità, non del Paese che anche con l’opposizione si è chiamati a governare, ma della difficile vita interna del proprio partito.

Del resto, se si guarda al merito della vicenda, ci si accorge che l’atteggiamento del PD è semplicemente strumentale, e costruito su inesistenti emendamenti ‘salvapremier’. L’emendamento in questione, infatti, è condividibilissimo ed è necessario. L’obbligatorietà dell’azione penale costringe i PM a fare delle scelte, privilegiando alcuni filoni a discapito di altri. Stavolta col decreto emendato la scelta viene sottratta al loro arbitrio (spesso piegato a ragioni politiche) e, snellendo il mare magnum dei reati che ingolfano le procure, privilegia l’azione penale dei reati che comportano pene superiori ai 10 anni. Cosa c’è di scandaloso?

Il decreto è, quindi, sacrosanto, mentre il timido Aventino della Finocchiaro è una assurda sceneggiata senza alcun costrutto. Continuino pure così, il PdL e i suoi alleati non debbono farsi condizionare da questi teatrini, ma debbono andare avanti con il loro “governo continuo”.

Giovanni ALVARO

Reggio Calabria 17.06.2008

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giu 16 2008

Provinciali di Trapani: Nuovo PSI elegge il Consigliere

Andrea Burzotta è riconfermato alla Provincia di Trapani.
2100 le preferenze raccolte dal rieletto consigliere Burzotta, eletto nelle liste della PDL come candidato del Nuovo PSI.
Un grande successo elettorale che permette ai Socialisti di avere una forte rappresentanza in Consiglio Provinciale.
Ad Andrea Burzotta ed al Segretario Provinciale Vito Ballatore un grandissimo ringraziamento, oltre ai più sinceri complimenti, per aver tenuto alto il Garofano

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giu 16 2008

PS: BARANI, LOGO GAROFANO ROSSO E NOME SONO DEL NUOVO PSI

(V. ‘PS: CRAXI E DE MICHELIS…’ DELLE 17,30) (ANSA) – ROMA, 15 GIU – ‘Il logo del garofano rosso ed il termine Psi sono del Nuovo Psi come previsto in sentenze e dai provvedimenti del ministero dell’Interno. Bobo Craxi e Gianni De Michelis lo sanno bene e dunque non utilizzino questi argomenti.
Loro hanno scelto liberamente di aderire alla rosa nel pugno di Boselli e non al garofano rosso’. Lo afferma in una nota, Lucio Barani, parlamentare del Pdl ed esponente del Nuovo Psi di Stefano Caldoro.
‘Evitiamo di trascinare la storia gloriosa del Psi e di Bettino Craxi in dispute nominalistiche ed avviamo una stagione di dialogo tra i tanti socialisti e riformisti che dopo il 1994 e la fine del Psi hanno preso diverse strade continuando a difendere quei valori’, conclude Barani.(ANSA).

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giu 15 2008

PDL: CALDORO, SCIOGLIMENTO PARTITI RISCHIA ESSERE MOSSA AFFRETTATA =

Roma, 13 giu. – (Adnkronos) – ‘La richiesta di scioglimento, dei partiti che animano il Pdl, senza approfondire che movimento politico creare rischia di essere una mossa affrettata. Proprio perche’ si ha l’intenzione di realizzare un grande movimento, capace di raggiungere un largo consenso, il percorso non potra’ essere quello di un partito tradizionale ne’ di un partito pesante’. Lo sottolinea Stefano Caldoro, segretario nazionale del Nuovo Psi e parlamentare del Pdl.

‘Piuttosto – aggiunge – bisogna guardare a quelle esperienze, ad esempio il modello americano federato e sussidiario, che conservano al loro interno sensibilita’ diverse ed identita’ e che mantengono la loro autonomia dando forza ai valori, ai programmi ed alla leadership piu’ che agli organigrammi. Per questi motivi la riflessione -continua Caldoro – non dovra’ svilupparsi sulla data di scioglimento dei singoli partiti, intesa come momento salvifico, ma sul modello e sulla forma di partito che si intende adottare’.

‘Superiamo i grandi limiti che sono stati alla base della nascita del Pd, nato nella sola fusione a freddo fra i gruppi dirigenti dei Ds e della Margherita. Discutiamo insieme di questi argomenti. La grande intuizione di Silvio Berlusconi – conclude – merita un percorso innovativo e moderno’.

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giu 15 2008

FI ANNUNCIA ROAD MAP PER COSTITUENTE PDL, MA AN INSORGE/ANSA

Published by Redazione under Generale

VERDINI, PARTITI SCIOLTI ENTRO ANNO; LA RUSSA, SEMMAI CONFLUENZA (di Milena Di Mauro) (ANSA) – ROMA, 13 GIU – C’e’ anche, nella cronaca della giornata, la baruffa Forza Italia-An per la conferenza stampa milanese del coordinatore azzurro Denis Verdini, che in splendida solitudine annuncia tempi e modi della nascita del Pdl irritando Alleanza Nazionale, all’oscuro di tutto. Ma c’e’ soprattutto – dopo l’exploit elettorale e gli entusiasmi dei primi mesi di vita del Popolo della Liberta’ – la sensazione netta di molti che il processo al momento sia fermo. Al di la’ delle enunciazioni, i gruppi dirigenti dei due partiti sono spaventati dai passi falsi, guardinghi rispetto alle reciproche mosse, sospettosi e ancora intenti a misurare con il bilancino del Cencelli gli spazi dentro la nuova casa.
‘Forza Italia ed Alleanza Nazionale e gli altri partiti che compongono il Pdl si scioglieranno entro l’anno e nella prossima primavera si terra’ la Costituente in modo che il Popolo della Liberta’ possa presentarsi alle Europee dove il Pdl si presentera’ come corpo unico, con l’obiettivo di raggiungere un consenso intorno al 45% aprendo anche all’elettorato dell’Udc’, l’aveva fatta facile al mattino il coordinatore di Forza Italia Denis Verdini, in conferenza a Milano. Informato dalle agenzie durante un vertice con i ministri della Difesa Nato a Bruxelles, il ‘reggente’ di An Ignazio La Russa non aveva tardato a farsi sentire. ‘Spiace che l’onorevole Verdini abbia ritenuto autonomamente di enunciare tempi e percorsi per giungere alla costituente del nuovo Partito della Liberta’.
Spiace doppiamente perche’ An intende proporre non lo scioglimento ma la confluenza reciproca in un nuovo soggetto politico, capace di conservare militanze, storia e tradizione di ciascuno degli aderenti’, aveva corretto il tiro il ministro di Alleanza Nazionale, definendo ‘grave e certamente non opportuna’ la conferenza solitaria.
‘Meravigliato, sorpreso, dispiaciuto’ anche il ministro delle Politiche Ue Andrea Ronchi. ‘Quella di Verdini e’ un’iniziativa della quale non comprendo il senso – affermava Ronchi in linea con La Russa – Rispetto il diritto di tutti di poter esprimere la propria opinione, ma fino a prova contraria, per quanto riguarda il futuro di Alleanza Nazionale, sara’ An a deciderlo’. Un concetto ribadito dal presidente vicario dei deputati Italo Bocchino: ‘La nostra idea del Pdl e’ quella di un matrimonio per creare la grande famiglia italiana del popolarismo europeo. Ma i matrimoni sono noti per essere unioni, non sommatorie di scioglimenti’.
Eppure qualche giorno fa, in un incontro a Palazzo Grazioli, era stato proprio Silvio Berlusconi a riunire i vertici azzurri e di An per imprimere una accelerazione alla nascita del Pdl-partito e non piu’ cartello elettorale, soprattutto in vista delle prossime europee. I partecipanti descrivevano un Cavaliere ottimista, entusiasta del progetto, convinto della necessita’ di andare avanti coinvolgendo nuovi iscritti, magari da reclutare per strada nei gazebo. Piu’ cauti, al di la’ delle parole, i dirigenti di Fi e An (soprattutto questi ultimi indisponibili ad annessioni). Pronti a dare il proprio contributo invece i Popolari Liberali di Carlo Giovanardi, piu’ favorevoli ad un modello americano federato e sussidiario gli esponenti del Nuovo Psi di Stefano Caldoro, sul piede di guerra i Dca di Gianfranco Rotondi, contrari ad una costituente del Pdl centrata solo sul tandem Fi-An.
In attesa di futuri sviluppi, a sera Verdini sfuma la polemica del giorno: ‘Il ministro La Russa forse avrebbe fatto meglio a guardare la partita dell’Italia, e con lui il ministro Ronchi. Se avessero fatto lo sforzo di fare una telefonata al sottoscritto avrebbero capito che sto facendo un viaggio fra i dirigenti e gli eletti di Forza Italia per spiegare proprio la confluenza del nostro partito nel Popolo della Liberta’, cosi’ come sara’ per An e tutti gli altri partiti che di fatto hanno gia’ aderito al Pdl e trovato posto nelle sue liste elettorali’.
Ognuno fara’ il suo cammino, insomma, nel comune intento di far nascere il Pdl. ‘Opera complessa ma destino segnato dagli elettori e dalle nostre stesse scelte’, chiude il cerchio il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, osservando che ‘gli annunci unilaterali sono un errore ma non cancellano la comune prospettiva’. Ultima parola a Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl: ‘Sarebbe paradossale che, essendo uniti nella politica del governo, si verificassero conflittualita’ e divisioni proprio nella costruzione del nuovo partito che invece deve unire tutti’.(ANSA).

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giu 11 2008

LE ROSSE MONTAGNE RUSSE SULLE INTERCETTAZIONI

Non c’era bisogno della puntigliosa pignoleria di Filippo Facci, che ha voluto ricostruire le varie fasi dell’atteggiamento ondivago o da montagne russe dei comunisti in riferimento alla vicenda intercettazioni, perché, conoscendoli bene, sapevamo del loro modus operandi. Purtroppo, per la democrazia, l’Italia ha una opposizione senza vero gruppo dirigente che subisce e si piega continuamente alle esigenze di partito o alle pressioni di lobby di categoria ‘amica’ o di pseudo partiti che non disdegnano di cavalcare il qualunquismo più becero pur di calcare le scene e mantenere il consenso di un pezzo di opinione pubblica, quella per intenderci, che si inebria coi grilli di turno.

E’ stata cambiata, nel corso degli anni, per ben 5 volte, la posizione ufficiale sull’argomento, dai comunisti comunque denominati (PDS, DS, PD) adattandola alle esigenze contingenti. Se le intercettazioni riguardavano Bettino Craxi, Silvio Berlusconi, e gli ‘altri nemici’ o non amici, erano legittime le intercettazioni e la loro pubblicazione, anche se su argomenti privati, perché esaltavano la democrazia; se le intercettazioni e la loro pubblicazione riguardavano i D’Alema (facci sognare) , i Fassino (allora abbiamo una banca?) o le cooperative rosse, apriti cielo, veniva mutilata la convivenza civile e la democrazia risultava fortemente compromessa.

Due pesi e due misure. Vecchia storia, sempre la stessa. E si chiedono perché hanno perso le elezioni? Non c’è bisogno di grandi studiosi, di ricercatori e di analisi approfondite per capirlo. La gente è meno manovrabile di quanto si possa credere, e rifiuta le posizioni strumentali. Sull’argomento intercettazioni, poi, a parte le pruderie di settori marginali della società, e la predisposizione a condividere un regime poliziesco da parte di qualunquisti di ogni risma, la maggioranza degli italiani rifiuta un sistema da Grande Fratello o da Orecchio di Dionisio.
Su questa lunghezza d’onda si è posizionato, e non strumentalmente, bisogna riconoscerlo, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che sostiene che il ‘problema è urgente e prima si risolve meglio è’ auspicando che tra maggioranza e opposizione ‘si possa trovare una larga intesa anche tenendo conto di precedenti proposte’. Chiaro il riferimento al decreto Mastella votato, nella precedente legislatura, da maggioranza e minoranza alla Camera, ma fatto miseramente naufragare al Senato dopo che erano state metabolizzate le preoccupazioni forleane.

Altra pasta di dirigente il nostro Presidente della Repubblica che dopo il grave scivolone sulla grazia a Bruno Contrada che lo ha portato ad adagiarsi sul giustizialialismo della Borsellino, ha ripreso con grinta e determinazione il suo status di dirigente ‘migliorista’. Dopo questa presa di posizione sarà interessante assistere alle acrobatiche arrampicate sugli specchi di quei dirigenti che avevano sposato le tesi dipietriste. Ma avremo tempo per vederli all’opera.

Oggi interessa sostenere il Governo Berlusconi perchè vada avanti con decisione. E’ ciò che chiedono gli elettori liberlsocialisti, riformisti e moderati che votando PdL hanno inteso approvare il programma presentato che conteneva non solo la riforma della giustizia genericamente intesa, ma la riforma delle intercettazioni in modo specifico. Anche per questo il Nuovo PSI sostiene che le argomentazioni pro riforma non hanno bisogno di giustificazioni sul risparmio che può realizzarsi. Per la sicurezza dei cittadini, infatti, non c’è risparmio che tenga. Non è questa, però, la posta in gioco, quanto la privacy dei cittadini e la ricostruzione dello stato di diritto.

(Giovanni ALVARO)

Reggio Calabria 11.6.2008

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giu 09 2008

ANCHE SULLA GIUSTIZIA BISOGNA PROCEDERE DECISI

Siamo alle solite: il partito delle toghe decide di farsi sentire e ridiscende in campo. Lo fa, forse, per tastare il polso del Ministro, del Governo e della stessa opinione pubblica, per saggiarne le reazioni e valutare le mosse successive, ma di certo, per ribadire una propria presenza e un proprio diritto di veto su ogni aspetto della giustizia.

E lo fa anche quando il titolare di Via Arenula, il giovane Ministro Angelino Alfano, ha scelto si muoversi lentamente e con estrema prudenza, a differenza del Governo Berlusconi che, partendo a razzo e disorientando l’opposizione che non ha saputo trovare validi elementi di critica, ha aumentato considerevolmente il proprio consenso popolare, e a differenza di molti Ministri in carica che hanno seguito il leader e hanno messo fortemente i piedi nel piatto di loro competenza.

Il partito delle toghe non ha però messo in conto e neanche ha valutato appieno il cambio d’atteggiamento dell’opinione pubblica che si sintetizza con le nuove posizioni di un guru come Celentano e di un cantautore impegnato, da sempre, come De Gregori, che si dimostrano campanelli di un marcato cambio di fase. I loro atteggiamenti sono segnali della fine dei luoghi battuti per un quindicennio, del superamento della criminalizzazione dell’avversario, e dell’abbandono di un atteggiamento acritico, per far posto ad una vigile attenzione sul percorso dell’ex ‘vecchio odiato nemico’. In sostanza si tratta di una palese apertura di credito.

In sostanza non c’è più il clima adatto ai proclami mediatici, perchè a gridare ‘dagli all’untore’ rimangono poche vestali dell’odio viscerale e interessato. Lanciare campagne contro ogni tentativo di riforma giudiziaria non trova più sostegni popolari perché i guasti causati da lustri di scorribande giudiziarie hanno, al contrario, fatto crescere il consenso per una riforma del sistema giudiziario italiano adeguato ai tempi e comunque teso a realizzare una giustizia giusta.

Se il clima è questo, e al suo cambio hanno contribuito l’uso spregiudicato e spesso inutile della carcerazione preventiva, la pubblicazione di intercettazioni che nulla hanno a che vedere con le indagini su un determinato filone investigativo, il potere abnorme dei PM che sono i veri detentori della ‘giustizia’ (e l’esperienza dice che non sono infallibili), la spettacolarizzazione di casi giudiziari che dimostrano com’è facile l’errore (senza la ‘fortuna’ di un’altra caduta, al padre dei fratellini di Gravina sarebbe spettato l’ergastolo), e, infine, lo svuotamento, con raffiche di assoluzioni o proscioglimenti sistematici, di inchieste partite con grande battage pubblicitario.

Se il clima è così positivo (e lo è. Basti pensare al cambio di rotta dell’ANM il giorno dopo le prove generali), perché prudenza e cautela? Perché non afferrare il toro per le corna e avviare (come per la spazzatura campana, per l’abolizione dell’ICI, per il nucleare, per le grandi opere come il Ponte sullo Stretto e la Tav) non in sordina, ma alla luce del sole, un processo di ricostruzione della giustizia giusta con l’esaltazione della terziarità del giudice che deve necessariamente prevedere ruoli paritari tra accusa e difesa, così com’è in tutti i paesi più civili del mondo, con la responsabilità delle scelte, e con l’applicazione della meritocrazia in modo oggettivo e non con logiche di corpo o di casta che dir si voglia.
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Il Nuovo PSI di Stefano Caldoro si batterà perchè questo si avveri. Una decisa e ferma riforma può aiutare la ricostruzione dello Stato di diritto così a lungo vilipeso.

(Giovanni ALVARO)

Reggio Calabria 9.6.2008

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giu 04 2008

PS: CALDORO (NPSI), ATTENZIONE E APERTURA AL CONFRONTO

(ANSA)- Stefano Caldoro, segretario del Nuovo Psi e deputato del Pdl esprime la ‘grande attenzione e voglia di confronto’ del suo partito con la ‘nuova classe dirigente del Ps che svolgera’ il congresso nel mese di luglio’.
Per Caldoro, le mozioni congressuali esprimono ‘la rottura con le scelte della precedente gestione che si e’ caratterizzata da un netto allontanamento, dai temi, dai contenuti e dal linguaggio del socialismo riformista’.
Dopo aver ricordato i fallimenti di tutti i tentativi di ricostituire il Psi, Caldoro sostiene che ‘l’obiettivo di oggi e’ quello di far stare insieme, sui temi e le proposte riformiste, le migliori energie portatrici di quei valori’.
Caldoro sostiene infine che i primi provvedimenti del governo ‘testimoniamo, nei fatti, la matrice riformista’ e invita a dare la ‘giusta attenzione’ alla presenza nel governo di ‘importanti personalita’ della storia del socialismo riformista’. (ANSA).

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