mag 21 2008

VIOLANTE, SE LO CONOSCI NON PUOI NON EVITARLO

Dinanzi alla sortita del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che voterebbe senza alcun dubbio per Luciano Violante a membro della Corte Costituzionale perché lo stima, ci sarebbe soltanto da ridere. Sorprende la leggerezza con la quale si affrontano certi argomenti che non possono essere catalogati come semplici infortuni.

C’è piuttosto, nella sortita larussiana, una inconsapevole (?) e continua ricerca di legittimazione che viene considerata di alta qualità se proveniente dai comunisti, ex o post che siano. Una sortita, quindi, sconvolgente non solo per il merito ma anche per la implicita dichiarazione che i certificati di buona condotta hanno valore solo se rilasciati dagli eredi di Togliatti.

A nulla sono quindi valsi gli sforzi e le ‘rotture’ fatte a Fiuggi, le altrettante ‘rotture’ fatte in Israele da Gianfranco Fini e le sue coraggiose affermazioni sul male assoluto rappresentato dal fascismo. A nulla la scelta di aderire al PdL che li potrà portare dritti dritti verso approdi europei che venivano visti, fino ad ieri, come il fumo negli occhi, a nulla le perdite politiche ed organizzative rappresentate da settori della cosiddetta destra pura, ma soprattutto a nulla è valso il responso delle urne che ha, con una splendida vittoria, legittimato il fronte moderato e riformista, nel quale ci sono anche gli uomini di AN.

La ‘captatio benevolentiae’, esplicita nella sortita di La Russa, è semplicemente fuori luogo perché rischia di rappresentare una classe dirigente impacciata e non conscia del proprio ruolo e della propria forza. Ruolo e forza che le vengono dal responso elettorale e non necessitano di alcun timbro di qualità. Non serve, tra l’altro, questo atteggiamento accattivante neanche al nuovo clima di dialogo che si tenta di instaurare nel Paese, perché il dialogo va riferito ai problemi di riforma (elettorale, regolamentare, costituzionale) e di convergenza su provvedimenti d’emergenza (sicurezza, ambiente, grandi opere) CONDIVISI, e non certamente a ‘risarcimenti’ per mancate ‘acquisizioni’ come la Presidenza di una delle due Camere.

Nel merito poi, a che serve dimenticare il ruolo che i singoli hanno avuto nel Paese e i danni e le rovine che quel ruolo ha determinato? A che serve fare come gli struzzi e dimenticare che Luciano Violante era stato soprannominato ‘il piccolo Andrei Vishinsky’ grande accusatore nelle purghe staliniane del 37? E, nel contempo dimenticare ch’egli è stato anche l’inventore, l’ideatore e il regista della via giudiziaria al socialismo? E che ha condiviso, pubblicamente, nella lotta alla mafia, le classiche teorie comuniste dei colletti bianchi che dovevano, per forza, stare dietro alla camorra, alla mafia ed alla ‘ndrangheta? E che queste teorie hanno fatto sedere sul banco degli imputati fior di politici come Andreotti, e come Giacomo Mancini che alla fine del loro calvario sono stati assolti pienamente?

La Russa può dimenticare o sull’altare della legittimazione far finta di dimenticare, o decidere di dimenticare perché l’azione di Violante ha avviato l’affossamento della Prima Repubblica, ma il Nuovo PSI no, non dimentica e non ricerca come lui o come hanno fatto frange di socialisti la ‘certificazione’ di buona condotta. Siamo sempre stati contro i totalitarismi e continueremo ad esserlo. Violante è l’emblema stesso della tracotanza e della superbia. E’ l’espressione più genuina del massacro dei socialisti e dell’interruzione del processo di crescita del Paese. Non è possibile dimenticare.

Egli, tra l’altro, non ha le caratteristiche di imparzialità che sono indispensabili per evitare di piegare a interessi di parte delicati Organi dello Stato come la Corte Costituzionale già oggi abbastanza sbilanciata.

Giovanni ALVARO

Reggio Calabria 21.05.2008

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mag 13 2008

BERLUSCONI: CALDORO (PDL), E’ LEADER RIFORMISTA E LIBERALE

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(ANSA) - ROMA, 13 MAG - ‘Un intervento da leader riformista e liberale’. Questo il commento del segretario del nuovo psi Stefano Caldoro, parlamentare del Pdl, alle dichiarazioni programmatiche svolte oggi alla Camera da Silvio berlusconi.
‘E’ stato un discorso di chi guarda al futuro - continua Caldoro - per cambiare e riformare la politica e la societa’. E’ stato importante il richiamo alla centralita’ della persona e del valore del capitale umano che e’ l’elemento di partenza per costruire una societa’ piu’ giusta’.
‘Di rilievo politico infine - conclude Caldoro - la forte e sincera apertura all’opposizione per una nuova stagione costituente alla quale nessuno potra’ sottrarsi’.(ANSA).

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mag 11 2008

NO, NON SIAMO IN FASE DI SMOBILITAZIONE

Leggo, sempre più spesso, dichiarazioni di militanti socialisti che, dopo gli ultimi risultati elettorali e la splendida vittoria dell’aggregazione riformista moderata guidata da Silvio Berlusconi, ormai si sentono in dirittura d’arrivo verso il Partito delle Libertà e pensano allo scioglimento ed all’abbandono dei nostri simboli, con l’adesione piena al PdL.

Mi sembra che si stia correndo troppo, ben sapendo che scelte di questo tipo, se devono essere assunte, devono essere decise da un Congresso Nazionale, fermo restando che se qualcuno si è stancato (perché magari pensava ad un percorso trionfale e senza ostacoli) può decidere autonomamente di traghettare verso i lidi che più considera opportuni (lo hanno fatto migliaia di socialisti –a destra e a sinistra- non sarà uno scandalo che lo facciano altri). Noi, comunque, non saremo fra di essi e ancoriamo le nostre scelte alle decisioni congressuali del Midas del 2007: adesione ad una Federazione di moderati, e difesa della nostra autonomia e della nostra identità.

Quella scelta (quella del Midas che ha consacrato Stefano Caldoro a Segretario Nazionale) risponde comunque a scelte politiche irreversibili, perché frutto di una diversa visione della società italiana, delle sue esigenze e dei modi per affrontarle. Essa non necessità di ‘sacrifici’ ma di chiare e salde scelte politiche come quelle che, in questi anni, abbiamo saputo assumere.

Guai a mollare la spugna proprio nel momento in cui trionfa il riformismo liberal-socialista; proprio ora che anche il Governo Berlusconi si fortifica di capacità e di intelligenze craxiane attraverso il pieno utilizzo delle risorse che il riformismo ha saputo ‘allevare’ (Tremonti, Sacconi, Frattini, Cicchitto, Moroni, Boniver, Stefania Craxi, ecc.); proprio ora che, in assenza dell’imbroglio Costituente, il Nuovo PSI può diventare reale punto di approdo per un popolo socialista allo sbando e che, in assenza di chiara simbologia socialista, rischia di far aumentare le percentuali dell’astensionismo.

Il concomitante voto amministrativo delle settimane passate (con gli splendidi risultati conseguiti nelle realtà dove abbiamo avuto il coraggio di misurarci) sono la prova provata di quanto spazio esiste per continuare la nostra azione. Siamo stati e continueremo ad essere elementi di stimolo e di pungolo nei confronti dei nostri alleati che, purtroppo, non sono solo Berlusconi e Fini, ma anche centinaia di dirigenti periferici, nelle Regioni e nelle province, spesso e volentieri abbastanza chiusi e con poco respiro politico. Non è che questi dirigenti cambieranno atteggiamento sol perché gruppi ‘sfiduciati’ di quadri socialisti decideranno di confluire nelle loro fila. Anzi continueranno a mantenere un atteggiamento di sufficienza ed esclusione che tanto manda in bestia i nostri quadri provinciali.

Ed allora basta con la sfiducia e il malessere che è anche frutto dell’amaro in bocca per le vicende legate alla composizione dell’Esecutivo, perché c’è molto da lavorare. E questo lo si può fare da qualunque postazione. Io preferisco continuare ad utilizzare quella del Nuovo PSI.
Giovanni ALVARO

Reggio Calabria 11.5.2008

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mag 03 2008

NON SIAMO FIGLI DI UN DIO MINORE

Diciamo subito che il Nuovo PSI non è figlio di un Dio minore ma, come ogni altro alleato del fronte moderato riformista, rivendica pari dignità. Tutti, infatti, grandi o piccoli che siano, hanno diritto, ad essere coinvolti nella formazione del nuovo esecutivo. Con presenze consistenti o con presenze che possano apparire soltanto simboliche, ognuno deve sentirsi pienamente coinvolto e parte integrante del progetto “rialzati Italia”.

Sbaglia chi pensa che si tratti di un giro di parole per avanzare rivendicazioni tese a soddisfare le aspirazioni, che pur sarebbero legittime, di singoli dirigenti. Tutt’al più la rivendicazione punta a soddisfare le aspettative degli elettori dei singoli partiti che hanno scelto di votare PdL anche per la presenza in quelle liste dei propri dirigenti. Per quanto ci riguarda due di essi, Stefano Caldoro (Segretario Nazionale) e l’uscente Lucio Barani, sono stati eletti, affermando così una presenza socialista organizzata che, da altre parti, i riferiamo ai Costituenti, è stata giudicata fastidiosa ed è stata liquidata malgrado anni di servitù più o meno cosciente.

Non è azzardato dire che la presenza del Nuovo PSI nel panorama politico nazionale diventa, giocoforza, per gli elettori socialisti, ormai allo sbando, un punto importante di riferimento che già le concomitanti elezioni amministrative hanno abbondantemente conclamato. Dove, infatti, abbiamo presentato liste col nostro Garofano i risultati sono stati abbastanza lusinghieri. Da Catanzaro in Calabria, a Bitonto nelle Puglie, ai Comuni della Campania le percentuali si aggirano attorno al 5%, e ciò anche in presenza, come a Catanzaro, di altre due liste socialiste che realizzano un 4 ed un 2,7% ciascuna.

Il Nuovo PSI ha quindi pieno titolo a chiedere una presenza nell’esecutivo, e pieno titolo ha il Nuovo PSI Calabrese a rivendicarlo per la propria regione. Sarebbe assurdo infatti non cogliere l’importanza di un riconoscimento che va aldilà dell’immediato per guardare con sufficiente tranquillità ai nuovi appuntamenti non ultimi quelli elettorali regionali nelle Regioni del Sud. Così come per la Sicilia , dove Lombardo ha stravinto, bisogna ‘omogeneizzare’ gli esecutivi regionali per evitare le quasi certe conflittualità contro le grandi opere pubbliche, a partire dal Ponte sullo Stretto.

Tra l’altro non sarebbe capito un ‘trattamento’ diverso tra le forze minori, alcune delle quali, come l’ MPA, già abbondantemente ricompensate con gli eletti, ed altre che bussano insistentemente alla porta del PdL . Siamo,però, certi e più che convinti che la ‘quadra’ (come l’ha chiamata Bossi ) anche per il Nuovo PSI sarà trovata dal Presidente Silvio Berlusconi che ha la capacità di non guardare solo all’oggi, ma quella di guardare sempre a domani e dopodomani, perché è così che si vincono non le battaglie, ma le guerre.

I Segretari Provinciali, nonché membri della Direzione Nazionale
Giovanni ALVARO – Reggio Calabria
Gianfranco BONOFIGLIO – Cosenza
Mimmo FULCINITI – Catanzaro
Carlo PANTANO – Vibo Valentia

Calabria 03.05.2008

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apr 28 2008

COMUNALI:ROMA;CALDORO (PDL),STRAORDINARIA E STORICA VITTORIA

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(ANSA) - ROMA, 28 APR - ‘La straordinaria e storica vittoria di Gianni Alemanno a Roma esprime la voglia di rinnovamento e cambiamento di Roma cosi’ come dell’ intero Paese’. Lo sottolinea Stefano Caldoro, segretario nazionale del nuovo psi e parlamentare del Pdl.
‘Roma ha premiato la coalizione moderata e riformista - aggiunge- ed ha bocciato, senza appello, la sinistra conservatrice di Veltroni e di Rutelli’ ‘A Gianni Alemanno gli auguri miei e dei socialisti del nuovo psi per il lavoro che dovra’ svolgere per il rilancio della Capitale’.(ANSA).

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mar 10 2008

E ADESSO… AVANTI TUTTA

Certo, rimane sempre un pò di amaro in bocca, soprattutto tra i compagni di quelle regioni come la Calabria dove più marcata è la presenza organizzata dei socialisti, ma non per questo si è propensi ad abbassare la guardia. Al contrario, anche i compagni che si aspettavano un più gratificante riconoscimento del ruolo e delle scelte (non improvvisate) di schieramento del Nuovo PSI, e che, a caldo, si sono sentiti un pò mortificati, sanno perfettamente che le attività corsare, effettuate nel popolo socialista e contro di esso, dai vari soggetti che si chiamano Boselli, Bobo o GDM, ci hanno purtroppo ridotto sensibilmente nel peso e nell’incidenza.

Aver ottenuto che il Segretario del Partito, Stefano Caldoro, sia capolista in uno dei collegi della Campania è un riconoscimento splendido che ci inorgoglisce e ci permette, assieme alla riconferma dell’uscente on. Lucio Barani, di mantenere vivo e vegeto quel fiore, il Garofano, che dobbiamo saper consegnare alle nuove generazioni con tutto il bagaglio di riformismo che solo i socialisti sono capaci di interpretare positivamente nell’interesse dell’intero Paese.

Per questo risultato, bisogna anche ricordarlo, nessuno, incluso Silvio Berlusconi, ci ha chiesto di scioglierci nel Partito unico che andrà a realizzarsi nel prossimo autunno, e nessuno ci ha imposto di rinunciare alla nostra identità ed alla nostra autonomia. Ma anche per questo dobbiamo saperci rimboccare le maniche e contribuire, col massimo impegno, alla splendida vittoria che attende, il 13 e 14 aprile prossimo, il Popolo delle Libertà. Non tanto per dimostrare quanto si è stati ingenerosi col Nuovo PSI, soprattutto in Calabria (dove il risarcimento potrà avvenire subito dopo la tornata elettorale), ma per continuare quel cammino di ricostruzione delle nostre strutture organizzative che possono gratificare il popolo socialista, e far guardare in avanti con sufficiente speranza.

Il riconoscimento riservato al Segretario Nazionale segna, comunque, una evidente differenziazione con quanto la sinistra e Walter Veltroni hanno riservato ai socialisti dello Sdi o della cosiddetta, ma ormai defunta, Costituente. Si possono fare tutti i salti acrobatici del mondo, per tentare di dimostrare il contrario, ma nessuno sarà in grado di negare che nel Parlamento italiano sarà rappresentato solo il Nuovo PSI autonomista. Sarebbe ora, allora, che Bosellie & avviassero quella profonda riflessione capace di farli uscire dallo stato di presunzione intellettuale, o di sudditanza politica, che, in questi anni, hanno, di fatto, bloccato la ricostruzione del Nuovo Partito Unico dei Socialisti.

Intanto, adesso… avanti tutta. Il 13 e 14 aprile si vota anche per eleggere i Consigli Provinciali e Comunali e l’ Assemblea Regionale della Sicilia. E in molte realtà la presenza del nostro simbolo ci offre la migliore occasione per poterci contare. L’impegno del nostro quadro dirigente deve essere massimo e senza tentennamento alcuno. Non basta, infatti, la battaglia mediatica che sarà realizzata nei salotti televisivi o col battage pubblicitario, nei trenta giorni che ci stanno davanti, ma l’esperienza ci insegna che è fortemente necessario il contatto diretto e l’approccio individuale.

Abbiamo il grande compito di rendere visibili i valori che ci tengono uniti nella coalizione, e i programmi chiari e netti che anche il Nuovo PSI vuole realizzare per far rialzare l’Italia dal declino a cui l’aveva condannato l’armata Brancaleone.

Giovanni ALVARO

Reggio Calabria, 10.3.2008

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mar 10 2008

PDL: LISTE; ECCO I CAPILISTA E LE ‘TESTE DI LISTA’

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(ANSA) - ROMA, 9 MAR - Michela Vittoria Brambilla ‘testa di lista’ in Emilia Romagna alla Camera (ovvero prima alle spalle di Silvio berlusconi e Gianfranco Fini, che sono in tutte le regioni i numeri 1 e 2 per Montecitorio) e stessa posizione per Mara Carfagna in ‘Campania2′, mentre Franco Frattini e’ ‘testa di lista’ in Friuli e Lamberto Dini solo terzo al Senato (nel Lazio) alle spalle di Marcello Pera e di Maurizio Gasparri. Sono alcuni dei nomi che compaiono nella lista definitiva delle candidature chiuse in serata a via dell’Umilta’ e diffuse da fonti di Forza Italia.
Fra le teste di serie, compaiono Maurizio Scelli, ‘testa di lista’ in Abruzzo alla Camera; Domenico Viceconte, capolista al Senato in Basilicata; Stefano Caldoro e Alessandra Mussolini, rispettivamente numeri 3 e 4 in Campania; Carlo Giovanardi, capolista in Senato in Emilia Romagna.
Fabrizio Cicchitto, numero 4 dopo Gianni Alemanno (An) in ‘Lazio 1′; mentre nel ‘Lazio 2′ il ‘testa di lista’ e’ l’azzurro Rocco Crimi e al numero 4 compare Giorgia Meloni (An).(SEGUE

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mar 05 2008

PDL: SPEDALE (NPSI), BERLUSCONI PUO’ CONTARE SUI SOCIALISTI

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(ANSA) - ROMA, 5 MAR - ‘L’identita’ e l’autonomia sono cio’ che ognuno di noi riesce a mantenere della propria storia. Non e’ solo una rappresentazione della simbologia ma uno stato d’animo’. Lo sottolinea Franco Spedale, vicesegretario nazionale del nuovo psi.
‘I Socialisti del nuovo psi sono pronti - sottolinea - ad affrontare questa nuova battaglia, anche partecipando al progetto del Pdl, come ha sottolineato il Presidente berlusconi in una condizione di pari dignita’, pronti a dare il proprio contributo per un Paese migliore, piu’ nuovo, piu’ giusto. La difficile scommessa di rimettere in sesto questo Paese è di quelle che non si possono rifiutare’.
‘Cosi’ come in tutte le situazioni difficili i Socialisti sono pronti a fare la loro partita. berlusconi potra’ contare - conclude Spedale - sulla nostra presenza di qualita”.

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mar 03 2008

SONDAGGI: IPR; PDL STATICO, MA PD RESTA INDIETRO …+RPT+

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(RIPETIZIONE CORRETTA ALL’ULTIMA RIGA) (ANSA) - ROMA, 3 MAR - La coalizione di berlusconi e’ in un momento di stasi, mentre quella di Veltroni e’ in crescita, rimanendo pero’ staccata di 7 punti. E’ quanto emerge dal sondaggio che l’Istituto IPR Marketing, diretto da Antonio Noto, ha effettuato il 28-29 febbraio per conto di Repubblica.it (intervistando, con il sistema telefonico Cati un campione di 2.000 soggetti - rappresentativo per eta’, sesso ed area di residenza della popolazione maggiorenne residente in Italia) analizzando le intenzioni di voto alla Camera.
In questa occasione, oltre l’analisi sulle intenzioni di voto, il sondaggio ha misurato anche il potenziale elettorale massimo, cioe’ l’indice di probabilita’ di crescita che ciascun partito potra’ avere se tutti coloro i quali che oggi sono indecisi ed al contempo dichiarano di prendere in considerazione il voto ad un partito, il 13 aprile voteranno effettivamente quello stesso partito oggi preso in considerazione.
La distanza tra le coalizioni di Veltroni e berlusconi rimane significativa, tuttavia si conferma la tendenza di crescita della coalizione guidata dal leader democratico.
Questi i risultati attuali e potenziali per i diversi schieramenti e candidati premier, tenendo conto che 1,6% va ad altri partiti mentre gli indecisi sono il 20%.
PD (VELTRONI).
Al momento il Pd (con i Radicali) e’ al 32%, mentre l’Italia dei Valori arriva al 4%: in totale arriva quindi al 36%.
Per il Partito Democratico, il potenziale elettorale massimo attuale arriva al 37%, mentre l’Idv puo’ salire fino al 6%. In totale la potenzialita’ arriva al 43%: ‘E’ da notare quindi - rileva l’Ipr - che se il Pd riuscisse a raccogliere tutto il proprio potenziale (il 5%), bloccando la coalizione del Pdl agli attuali livelli di consenso, si potrebbe arrivare effettivamente ad un pareggio’.
PDL (berlusconi).
Ora il Popolo della Liberta’ e’ al 38%, mentre la Lega Nord si attesta al 4,5% e il Mpa allo 0,5%: in totale e’ quindi al 43%, ‘a conferma di un momento di stasi della coalizione guidata da berlusconi’.
E’ da considerare, pero’, che il potenziale massimo per il Pdl arriva fino al 43%, mentre i leghisti possono contare su un obiettivo del 6% e il Mpa all’1%. Il potenziale massimo della coalizione e’ quindi del 50%.
UDC (CASINI).
L’Udc, dopo l’accordo definito con la formazione della Rosa Bianca, si trova al 7%.
Il massimo elettorale per la coalizione centrista guidata da Pier Ferdinando Casini e’ calcolato al 12%.
UDEUR (MASTELLA).
L’Udeur si trova allo 0,3%.
La sua potenzialita’ massima e’ l’1%.
SINISTRA ARCOBALENO (BERTINOTTI).
La Sinistra Arcobaleno subisce un lieve flessione, che fa scendere la formazione guidata da Fausto Bertinotti al 7,5%.
Per l’Ipr ha pero’ una possibilita’ di crescita molto forte, che potrebbe portarli sostanzialmente a raddoppiare i propri consensi (14%).
SINISTRA CRITICA (D’ANGELI).
La formazione di Cannavo’ e Turigliatto che ha presentato come candidata premier Flavia D’Angeli e’ accreditata dello 0,1%.
Per l’Ipr il massimo cui puo’ arrivare e’ lo 0,2%.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI (FERRANDO).
Il movimento di Marco Ferrando e’ allo 0,5%.
Il potenziale massimo e’ l’1%.
PARTITO SOCIALISTA (BOSELLI).
I socialisti sono accreditati dell’1,5%.
Secondo l’Ipr, pero’, il suo potenziale puo’ farli salire fino al 5%.
LA DESTRA-FIAMMA TRICOLORE (SANTANCHE’).
Il partito guidato da Francesco Storace al momento puo’ contare su un 2,5%.
L’Ipr gli assegna un potenziale del 5%.
(ANSA).

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feb 09 2008

TUTTI QUELLI CHE… LA PDL

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PRONTI IN 13 PER SUPER-LISTA/ANSA
CON FI-AN DA MASTELLA A DINI, DA MUSSOLINI A PRI E PENSIONATI (di Anna Laura Bussa) (ANSA) - ROMA, 8 FEB - Decisamente variegata la geografia del Partito della Liberta’ di Silvio berlusconi e Gianfranco Fini.
Sono piu’ di dieci forze politiche pronte a confluire nel progetto annunciato dal Cavaliere a Piazza San Babila il 18 novembre e ora sposato da An. In piu’ c’e’ un numero ancora imprecisato di parlamentari ’senza fissa dimora’ che si candidano ad entrare in lista.
Il primo partito, anche in termini di rappresentanza numerica, e’ naturalmente FORZA ITALIA, che alle ultime elezioni aveva preso il 24% (percentuale che potrebbe venir presa in considerazione nel calcolo complicatissimo delle candidature).
Poi c’e’ ALLEANZA NAZIONALE, che nelle precedenti consultazioni aveva raggiunto alla Camera il 12,3%. E si da’ ormai per certo, almeno per la Camera, l’arrivo dell’UDEUR di Clemente Mastella (1,4%). Anche se sara’ il Consiglio nazionale convocato per domani vicino a Ceppaloni a ratificare la decisione.
Tra i ‘piccoli’, il primo partito ad aderire all’iniziativa e’ la DEMOCRAZIA CRISTIANA PER LE AUTONOMIE di Gianfranco Rotondi che, insieme al nuovo psi, prese alla Camera nel 2006 lo 0,748, facendo eleggere pero’, grazie all’accordo con Fi, 4 deputati e due senatori. Anche il nuovo psi di Stefano Caldoro condivide il progetto, ma senza Gianni De Michelis che va con i Socialisti del centrosinistra che proprio oggi annunciano l’intenzione di presentarsi soli.
Certa e’ anche la presenza dei PENSIONATI UNITI di Carlo Fatuzzo (0,072); del senatore dei LIBERALDEMOCRATICI Lamberto Dini (con lui il senatore Giuseppe Scalera, ma non Natale D’Amico che ha scelto il centrosinistra votando la fiducia a Prodi); del PRI di Francesco Nucara e Giorgio La Malfa.
Non ancora sicura, invece, e’ l’adesione della DESTRA di Francesco Storace che pone la questione della Lega: l’unico partito, sinora, a vedersi riconosciuta da berlusconi la possibilita’ di correre con il proprio simbolo e la propria lista in una sorta di mini-coalizione. Non si puo’ chiedere ad alcuni di rinunciare alla propria identita’, spiega ai cronisti Storace, e ad altri no. Ma ora che al Pdl ha aderito anche Fini, La Destra, fuori dal listone, ipotizzano nell’attuale Cdl, potrebbe avere una maggiore visibilita’.
Avrebbe detto ‘no’ al Cavaliere, invece, Raffaele Lombardo del MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE. Lui, spiegano i suoi in Sicilia, al momento ha altri progetti: punterebbe a fare un’alleanza o direttamente con la Lega, o con la Rosa Bianca o con l’Udc. Ma potrebbero esserci ancora dei margini per un’intesa.
Poi, al Listone ha aderito anche Raffaele Costa, con la sua CASA DEL CITTADINO, ex deputato liberale di Fi e ora presidente della provincia di Cuneo. E avrebbero gia’ detto si’ a berlusconi il senatore ex An ed ex Dl Domenico Fisichella, che ha contribuito con il suo ‘no’ a far cadere il governo Prodi; Alessandra Mussolini di ALTERNATIVA SOCIALE; Gabriele Romagnoli della FIAMMA TRICOLORE.
Se la riduzione delle liste punta ad essere una novita’ sul piano politico, in termini di rimborso elettorale le cose cambiano poco. Ogni partito che aderisce al listone, infatti, sembra che stia contrattando la sua quota di rimborso. I soldi verranno versati al titolare del ‘marchio’, cioe’ del simbolo, che poi dovrebbe dividerli tra tutti i partiti sulla base di accordi pre-elettorali visto che sara’ impossibile stabilire quanti siano stati i voti di ognuno. Ma la cifra complessiva devoluta in rimborso, comunque, non dovrebbe cambiare.
‘La cosa buffa - racconta Rotondi - e’ che la Dc, per le ultime elezioni, non ha preso neanche una lira di rimborso perche’, per circa 30.000 voti, non e’ riuscita a raggiungere la quota dell’1%. Fu berlusconi allora che finanzio’ la campagna elettorale a noi e al nuovo psi, con due milioni e mezzo di euro. Io pero’ ho ripagato tutto il mio debito. L’unica cosa e’ che ho finito di saldarlo proprio una settimana prima che cadesse il governo…’.(ANSA).

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feb 08 2008

CDL: LA RUSSA (AN), FINI E BERLUSCONI PARLANO DI LISTA FI-AN

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(ANSA) - MILANO, 8 FEB - La lista Fi-An ‘non e’ voce di stampa. E’ vero: Fini e berlusconi si incontreranno oggi per valutare anche e soprattutto questa opportunita’, che non e’ solo limitata ai due partiti principali della Cdl ma, oltre che alla Lega, e’ aperta pienamente anche all’Udc’. Cosi’ il deputato di An, Ignazio La Russa, ha confermato a Radio Popolare - Popolare Network l’ipotesi di un accordo fra Fi e An per la costituzione di una lista unica in vista delle elezioni del 13 e 14 aprile. Ne da’ notizia l’emittente.
La Russa ha poi commentato anche le dichiarazioni di Cesa, il quale ha detto che se le cose stessero cosi’ allora l’Udc correra’ da sola. ‘Io non so quello che succedera’ e niente e’ deciso. Vedremo. E’ pero’ vera la notizia che oggi Fini e berlusconi valuteranno’. (ANSA).

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feb 08 2008

BERLUSCONI E FINI PENSANO A SUPER-LISTA, UDC NON CI STA/ANSA

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ANCHE I ‘PICCOLI’ SAREBBERO ASSORBITI, SOLO LA LEGA ALLEATA (di Federico Garimberti) (ANSA) - ROMA, 7 FEB - La decisione del Partito democratico di correre da solo scombina il puzzle delle alleanza nel centrodestra. Se e’ vero infatti che l’idea di seguire l’esempio di Walter Veltroni non sembra convincere Silvio berlusconi, e’ altrettanto vero che il centrodestra e’ preoccupato dal confronto fra il simbolo unico del centrosinistra e la lenzuolata di partiti e partitini del centrodestra. Tanto da far emergere quella che finora appariva come una ipotesi astratta: un’unica lista in cui far confluire sotto un solo simbolo Fi, An e gli altri ‘cespugli’ del centrodestra, alleata con la Lega.
L’Udc non sembra sia stata coinvolta, almeno fino ad oggi, in questo progetto degli altri partiti del centrodestra, ne’ Pier Ferdinando Casini sembra disponibile ad una super-lista che comprenda tutti. Lo chiarisce in serata il segretario del partito Lorenzo Cesa, che avverte: se An e Fi andranno da soli alle elezioni con un’unica lista, anche noi andremo per conto nostro. berlusconi e Fini potrebbero offrire a Casini un’alleanza come quella ipotizzata per la Lega, ma non e’ detto che abbiano l’intenzione di farlo.
I leader di Forza Italia e di An discuteranno piu’ approfonditamente domani di questo inedito scenario. ‘Spero che la coalizione - ha gia’ spiegato oggi Gianfranco Fini - sia quanto di piu’ semplificato possibile. Sul come dar corso a questa semplificazione sara’ oggetto del confronto con gli alleati’, ma quel che e’ certo e’ che il centrodestra semplifichera’ la coalizione perche’ ‘oggi uno schieramento largo, con piu’ sigle e partiti, non corrisponde all’esigenza degli italiani’.
Ecco perche’, prosegue Fini, ‘nelle prossime ore, con gli amici del centrodestra, dovremo in primo luogo risolvere questa questione perche’ se Veltroni va da solo il centrodestra deve saper dare una risposta che vada dritto al cuore del problema’.
Quanto all’ipotesi, ventilata da alcuni giornali, di un berlusconi ‘tentato’ dalla corsa solitaria contro il Pd, l’ex ministro degli Esteri sembra non dargli credito: ‘Sapete che non commento mai i giornali. Parlero’ con berlusconi’.
Le voci di una possibile corsa in solitaria dell’ex premier dominano la giornata, nonostante Forza Italia si affretti a smentire. ‘Non intendiamo abboccare alla provocazione di Veltroni: il Pd e’ costretto ad adottare questa strategia dopo il fallimento del governo Prodi’.
Parole che non convincono Pier Ferdinando Casini. ‘Noi siamo del tutto indifferenti a queste tentazioni maggioritarie. Se ciascuno andra’ da solo andremo soli anche noi’, dice il leader centrista, sottolineando che ‘la scelta di Veltroni di correre da solo non e’ una scelta coraggiosa ma una scelta della disperazione’.
Ma lo stesso berlusconi aveva ridimensionato l’argomento parlandone con i suoi piu’ stretti collaboratori: ‘Io nella provocazione di Veltroni non ci casco: perche’ mai dovrei fargli il favore di correre da solo quando tutti i sondaggi ci danno in netto vantaggio?’. Anche perche’, e’ la tesi del Cavaliere, quella del sindaco di Roma ‘e’ una scelta obbligata imposta dalle divisioni interne alla sinistra’. Certo, come confida Vittorio Sgarbi che gli ha fatto visita, berlusconi e’ ‘affascinato’ dall’idea di battere il leader del Pd da solo, liberandosi definitivamente dai lacci di una coalizione. Ma ora che le incomprensioni sono state superate, l’ex premier non intende certo sacrificare la ritrovata unita’ del centrodestra sull’altare di una sfida che rischia per giunta di essere rischiosa. Cio’ non ha mai significato la rinuncia di Forza Italia a ridurre il numero di simboli e liste nella scheda.
‘Stiamo lavorando per semplificare la coalizione del centrodestra’, aveva confermato Schifani. Ma come? Certamente berlusconi non vuole una lenzuolata di sigle e simboli accanto al suo nome. L’intenzione, espressa anche in un faccia a faccia con Clemente Mastella, poteva essere quella di raggruppare i partiti per area: l’Udeur con il Movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo (anch’egli oggi a colloquio col Cavaliere), la Dca di Gianfranco Rotondi. Altro scenario quello che Fi ha prospettato ad An con la proposta di unirsi in un’unica lista, in cui far confluire anche gli altri partitini, per poi farla federare con la Lega.
E Fini? Fino ad oggi a via della Scrofa l’idea di far sparire il simbolo non era presa in considerazione. Ma nelle ultime ore non la si e’ piu’ esclusa del tutto. Anzi, come riferiscono fonti di An, Fini la starebbe valutando e domani, nel faccia a faccia con berlusconi, la discutera’ direttamente con lui.
(ANSA).

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feb 06 2008

++ ELEZIONI: VOTO SARA’ IL 13 E IL 14 APRILE ++

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(ANSA) - ROMA, 6 FEB - ‘Il voto delle politiche si terra’ il 13 e il 14 aprile’. Lo conferma il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, sottolineando che invece non e’ ancora stata presa la decisione se abbinare o meno le elezioni amministrative a quelle politiche.(ANSA

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feb 06 2008

ELEZIONI: NPSI, NOI IN CDL COME LA LEGA

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(ANSA) - ROMA, 6 FEB - ‘Il nuovo psi e’ nella Casa delle Liberta’ come la Lega, e dallo stesso tempo. Ci dispiace che questo non venga ricordato ne da Maroni ne da altri’. Lo sottolinea Umberto Caruso, Vice segretario nazionale del Nuovo Psi di Stefano Caldoro.
‘E’ vero che il Partito si e’ diviso dopo la sconfitta del 2006, alcuni volevano lasciare la Cdl ma ha vinto la linea della coerenza anche se abbiamo dovuto subire l’ennesima piccola scissione’.
‘Abbiamo partecipato, poi, sul piano parlamentare, e con la presenza al governo,- conclude - alla realizzazione del programma di riforme nei cinque anni del governo berlusconi. Questo non puo’ essere dimenticato’. (ANSA).

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feb 05 2008

GOVERNO: MARINI NON CE LA FA, SI VA VERSO LE ELEZIONI/ANSA

Published by Redazione under Generale, Notizie, Rassegna Stampa

berlusconi E FINI,DIALOGO DOPO VOTO; VELTRONI,UN’OCCASIONE PERSA (di Chiara Scalise) (ANSA) - ROMA, 4 FEB - L’esploratore Franco Marini non ce la fa e le elezioni si avvicinano a passo di carica. Il presidente del Senato sale al Colle nel tardo pomeriggio, dopo la chiusura ufficiale delle consultazioni, e rimette il mandato ricevuto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mercoledi’ scorso. Che la partita sia persa lo si capisce definitivamente ascoltando in mattinata le parole di Gianfranco Fini e Silvio berlusconi. An e Fi non si smuovono dalla posizione iniziale, chiedono il voto subito. Il dialogo? Rimandato a dopo il verdetto delle urne. A Veltroni dunque non resta che prepararsi alla campagna elettorale. ‘Un’occasione persa’, commenta intravedendo lo sbocco inevitabile della crisi.
Il giorno della verita’ e’ arrivato ed e’ andato secondo le previsioni: la maggioranza per riformare la legge elettorale non c’e’. Non quella politica, l’unica che avrebbe accettato Franco Marini. A governicchi era, ha sempre detto e ridetto, indisponibile. La convinzione che uno spiraglio per un’intesa, seppur a tempo, ci potesse essere e’ durata in realta’ una manciata di ore, da venerdi’ sera a sabato mattina. A far tornare il barometro verso il nuvolo sono state le parole del leader di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo che, uscendo dallo studio del presidente di Palazzo Madama, ha inviato un messaggio chiaro: senza un accordo, non resta che andare al voto. Una presa di posizione che ha reso molto piu’ complessa, se non impossibile, la delicata mediazione di Gianni Letta, il consigliere di berlusconi da sempre propenso alla ricerca di un’intesa. I tentativi di convincere berlusconi a siglare un armistizio istituzionale si sono cosi’ arenati definitivamente.
Oggi e’ la cronaca dunque di una sconfitta annunciata. Il Capo dello Stato prende atto e ringrazia comunque il presidente del Senato per l’alto senso di responsabilita’. Ora il testimone passa di nuovo nelle sue mani. Sono ore di riflessione per il presidente della Repubblica, ma e’ molto probabile che tra domani e dopodomani decida di sciogliere le Camere. Il che vorrebbe dire andare alle urne tra fine marzo e la meta’ del mese successivo. Le date pero’ in pole position sono il 6 o il 13 aprile. Ed e’ immaginabile che proprio l’organizzazione della tornata elettorale sia stata al centro del colloquio del Capo dello Stato, che stamane ha ricevuto anche il governatore di Bankitalia Mario Draghi, con il ministro dell’interno Giuliano Amato. L’arrivo del Governatore al Quirinale ha anche fatto immaginare in ambienti parlamentari un estremo tentativo di formare un governo tecnico per le riforme, con l’appoggio di alcuni settori del centrodestra. Scenario che e’ durato una manciata di ore.
Sul tavolo dell’inquilino del Colle c’e’ piu’ di un dossier aperto. Altra partita delicata, e intrecciata con la crisi di governo, e’ quella del referendum elettorale. Il rischio che il nuovo governo, dopo neanche due mesi dal suo insediamento, si debba confrontare con la consultazione e’ stato pero’ allontano.
Domani il Consiglio dei ministri indira’ la consultazione popolare e cosi’, con il successivo scioglimento del Parlamento, il referendum slittera’ al 2009. La campagna elettorale e’ ormai alle porte. E, per berlusconi, non e’ il caso di farne una tragedia. Il Cavaliere va alle consultazioni di Marini nonostante il lutto che lo ha colpito (con la perdita di mamma Rosa) e quando esce nel salone degli Specchi assicura di non avere alcuna intenzione di stringere un patto con il Pd di Walter Veltroni. L’ipotesi avanzata sulla prima pagina del Giornale, in un’articolo a firma del direttore, non e’ valida per l’oggi: ‘E’ un’utopia’, scandisce il Cavaliere davanti ai taccuini. Avanti tutta verso il voto anticipato, ripete; il tempo del dialogo verra’ semmai dopo. berlusconi infatti non nasconde, a chi gli ha parlato in queste ore, la convinzione che l’unica strada per fare le riforme indispensabili sia quella di dare vita nella prossima legislatura ad un’ampia convergenza delle forze politiche. Quasi a intendere una sorta di ‘Grosse Koalition’ all’italiana. Il progetto pero’ di strutturare un dialogo tra i due schieramenti, molto caro all’Udc di Pier Ferdinando Casini, lascia ora freddo il Partito democratico. La proposta di scrivere insieme le regole andava colta subito, ora, e non rinviata ad un indeterminato domani. E non si parli di coalizioni trasversali, perche’ sui programmi e i valori, chiarisce Veltroni, il Pd e il centrodestra sono e restano alternativi. (ANSA).

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