Si chiude un’esperienza, si apre un’esperienza

È stato un travaglio difficile, una lenta agonia, ma la scelta è stata compiuta. Con oggi si è chiuso il mio capitolo quindicennale, di tentare di rifondare un partito Socialista, con oggi si è ufficializzato il mio abbandono al Nuovo PSI.
È stato un travaglio difficile, una agonia, ma la scelta è stata compiuta. Da oggi riprendo il mio cammino nel tentativo di riorganizzare una forza politica di matrice Socialista.
Con oggi comincia il mio cammino nel soggetto politico Socialismo e Libertà che aderirà al progetto politico di Futuro e Libertà!
Credo che ormai l’esperienza politica del PDL sia giunta al termine e con esso anche la partecipazione del Nuovo PSI .
Quello in cui ho creduto per almeno quindici anni è stato un progetto che aveva la presunzione di ridare fiato alla cultura Socialista, Riformista, al Pensiero Libero, alla moderazione ed alla innovazione.
Berlusconi ha rappresentato per molti di noi l’ancora di salvataggio, l’oasi nel deserto, la continuazione della politica antidogmatica, equilibrata progettuale di Craxi.
Come non ricordare i suoi interventi ai nostri Congressi, come non ricordare il congresso di Milano, quando di fronte ad un Palavobis stracolmo, ci prospettò la rinascita del PSI di cui lui sarebbe stato la nuova levatrice.
Le intenzioni del Presidente sono rimaste però tali solo sulla carta; non credo ad onor del vero che tutto dipendesse da lui, quanto da nostri ex compagni, gli stessi che oggi teorizzano l’appartenenza al PPE e che parlano del riformismo cattolico paragonabile a quello Liberal-Socialista, che dovendosi trovare uno spazio politico-culturale hanno sempre ostacolato, in molti casi osteggiato una crescita di un Nuovo PSI.
Così siamo nella situazione attuale, quella in cui la componente Socialista all’interno del PDL conta poco, per non dire nulla, in cui gli ex MSI e colonnelli hanno di fatto circondato, non solo metaforicamente, Berlusconi, aprendo di fatto la crisi del PDL e avvicinando la fine della seconda Repubblica.
Quello che si sta verificando è una partita completamente nuova, ove all’interno di un nuovo schema e di un nuovo ordine avverrà quello che il buon De Michelis aveva ipotizzato almeno 5 anni fa:; la scomposizione e ricomposizione dei Poli.
La frattura avvenuta tra il Presidente del Consiglio e quello della Camera è una frattura che molto probabilmente significa molto di più di quello che si vede e che leggiamo.
Il contesto, e non solo italiano, ma Europeo, evidenzia crisi di sistema profonda, assenza di progettualità di classe dirigente di riferimenti culturali.
Il PDL si era arroccato su posizioni che per certi versi si manifestavano come palesemente dogmatiche, esattamente speculari a quelle del PD (PDL-L), lo spazio per una laicità dello Stato, del Pensiero, della libertà si era ridotto al lumicino.
Quando una formazione politica assume la connotazione di un Partito “carismatico” , più per volontà degli altri che del Presidente, ciò significa contemporaneamente la fine del confronto interno e della crescita culturale.
Questo è quanto è avvenuto nel PDL, un’idea straordinaria che poi si è persa per strada, che è rimasta bloccata a livello verticistico con alcuni leader o presunti tali, che seguendo l’imprinting del partito carismatico, vogliono assumere le sembianze del leader senza averne il carisma.
Oggi quello che si sta aprendo al centro è un elemento di novità; è certamente la fine della Seconda Repubblica, non so se sarà l’inizio della terza, è il graduale ritorno alla FISIOLOGIA della vita politica.
È il progressivo inizio della progettualità del confronto, dello scontro vero politico, non gossip paro di questi giorni.
Diciamolo una volta per tutte: ma a chi interessa se Berlusconi vede giovani donne, se Fini ha un cognato che abita a Montecarlo, se l’ex Presidente della Regione Lazio ha frequentazioni “inusuali”!
Finito il momento del dileggio passato tutto, ma i problemi rimangono.
Blair in una recente intervista televisiva ha dato una grande lezione di Politica e di stile; a domanda come si fa a sconfiggere Berlusconi la sua risposta è stata: “meno scandali più politica, poiché all’elettore nel momento del voto poco importa della vita privata, molto di chi ritiene più in grado di curare i propri interessi”.
La politica, quello che spero di ricominciare a fare, seriamente nel nuovo progetto di Socialismo e Libertà, l’area Laica, Socialista, Riformista, del Pensiero Libero, moderno moderato e concreto di Futuro e Libertà.
L’area che vuole rappresentare la nuova moderazione, la “QUARTA ELLE” di FLI.
Il percorso sarà duro e difficile, ma entusiasmante! C’è un’area da occupare, un’intera situazione in cui poter intervenire con il nostro approccio a-dogmatico, per affrontare le questioni per come sono e nel tentativo di dare una risposta, quella che noi riteniamo la più idonea.
C’è da divertirsi da condividere percorsi e progetti, da ritrovare il significato dell’essere Socialisti e Riformisti oggi nel terzo millennio, nel millennio della globalizzazione, della tecnologia, dello sviluppo.
Socialismo e Libertà, un’area culturale che in Futuro e Libertà può e deve avere la forza, essendo un socio fondatore e quindi allo stesso livello di altri, di essere determinante nelle scelte politiche future nel Paese.
Agli amici e compagni del Nuovo PSI dico grazie, per tutto quello che mi hanno dato, con la speranza di ritornare presto ad essere un’unica grande forza.
Per quanto riguarda me, “beh, io speriamo che me la cavo”.