FORZA ITALIA E PDL

Il lungimirante progetto politico di Berlusconi, nasceva nel 1994 ed aveva come scopo, per noi condivisibile e appassionante, di opporsi al tentativo restauratore che vedeva come alleati i comunisti di allora, i cattolici di sinistra rappresentanti della Cei, e i giacobini giustizialisti. Quelli che avevano ucciso , insomma, Craxi e Moroni: politicamente ed umanamente. Si sconfisse la gioiosa macchina da guerra e per Berlusconi iniziò un calvario politico, nonostante la vittoria elettorale, innescato da una magistratura quanto mai partigiana ed antipopolare ( se chi ha i voti rappresenta il popolo… ). In circa 15 anni il Cavaliere non ha voluto, però, creare un Partito, un ideologia. Per il cervello che gli si può riconoscere, non è stata una dimenticanza nè una incapacità… Non lo poteva fare. Troppe anime e scuole di pensiero. Nel corso degli anni, poi, lo spirito libertario che Forza Italia emanava ai suoi albori, si è decisamente afflosciato e l’immagine laica che ne derivava si è, nel tempo, appannata.
Non era più la corsa iniziale nei campi di quà e di là ( della politica ), purchè” uniti sì ma contro il P. c. i. ” … Alla fine anche per il buon Silvio il problema del ” Centro ” ( che esiste solo in Italia, come il Vaticano… ) si è posto. Non ha arginato al suo interno il partito degli affari ( anzi forse subendolo ) e diventando sempre più uomo di governo ( si pensi, ad esempio, alle energie profuse per l’Aquila ), ha dovuto tralasciare la leadership del partito, in maniera diretta, voglio dire. Troppo debole ( volutamente ? ) la triade Verdini Bondi La Russa, troppo deboli le caratteristiche del POLITICO in Silvio Berlusconi : insomma, grande Premier ma mediocre Leader.
Da questa carenza/assenza sono nate tutte le attuali difficoltà dell’area di centrodestra riformista. Il ” Lungimirante ” progetto sì è involuto su sè stesso ( Berlusconi ) ed alla lunga la POLITICA ha reclamato. Poteva farlo più d’uno ovverossia quanti fossero espressione e rappresentanza di una ” linea politica ” di una storia, di una ideologia… Rotondi, Nucara, Caldoro, Casini, Fini… Coloro, insomma, che a differenza di Cicchitto, Sacconi, Brunetta, Boniver, ed altri ex socialisti, avevano tenuto duro per salvare una bandiera, un’idea, un simbolo. Casini, di scuola Dc, se n’è andato… gli altri non hanno avuto il coraggio o l’imprudenza… ” Primum vivere deinde philosophari “… Adesso Fini, dopo ripetute richieste inevase ed ascoltate, in rispetto e coerenza ad una ” giustezza della politica “ed alla sua scuola di pensiero, ha deciso di prendere le distanze, di chiedere chiarimenti per sapere e capire se quel progetto lungimirante ha ancora gli stessi obiettivi ( che è cosa diversa dal realizzare il programma di Governo… ). Il NPsi di Caldoro poteva convenire oppure no, abbozzare, proporsi nella questione, sollevare il problema.. Ancora una volta felloni, se il nostro progetto non era solo quello di diventare Berlusconiani, ancora una volta coerenti se l’intendimento era solo quello di avere, comunque, un posto, seppure in fondo in fondo nel salone di Palazzo Grazioli.
Mi chiedo se esista ancora per la nostra dignità di vecchi socialisti la necessità di assecondare comunque un progetto che se aveva significato e speranza nel 2007 ( Congresso elettivo di Caldoro e tesi relative ), ad oggi non ha ancora avuto un’assise di aggiornamento e di verifica !!! Dov’è finito l’orgoglio socialista ?
L’iniziativa di Fini e la dichiarazione di voto di Chiara Moroni rappresenta per noi the last train…
Non ho capito se l’iniziativa di Di Trapani, la pomposa e deferente lettera al Presidente, sia stata concertata con Spedale. E’ difficile, purtroppo, che il gatto e la volpe…ma se il senso della dichiarazione del Vicesegretario laddove dice ( più o meno ) ” i termini di una risposta si riterranno scaduti alla riapertura delle Camere “… beh, possono intendersi quanto meno come un warning… che verificandosi darebbe il via a… ?
Molto più auspicabile un nostro sostegno a Chiara Moroni, nello spirito che la sua dichiarazione non ha lesinato di fare capire.
Più contorto per me pensare che sia tutta una manfrina per non mettere in difficoltà il Governatore della Campania, il solito atteggiamento da vorrei ma non posso; la tiratina d’orecchi a Barani… ( perchè il Segretario Nazionale, caro Franco, quando mai si è manifestato ? ). Molto più politico sarebbe che gli attuali sommi dirigenti del NPsi avessero la forza ed il coraggio di convocare un assemblea nazionale per valutare ” politicamente ” la posizione di Chiara Moroni e di seguirla..
Il resto – come la lettera deferente  o la riproposizione della questione socialista che non interessa a nessuno – solo manfrina, chiacchere e, forse, ipocrisia.

Pubblicato da

AngelinoMasin

Nato in Padania ( Rovigo ) nell’anno della Costituente. Si iscrisse al Psi dal 67. Sempre tra i peones, può vantare una carriera politica indelebile e da sempre anticlericocomunista. Insegnò da giovane anche dottrina, ma la religione è cosa diversa dall’apparato cattolico. Eterosessuale. Frequentate facoltà di Economia aziendale a Venezia e ancor prima Psipedagogia a Padova. Ha lavorato in banca e licenziatosi dopo 12 anni di galera ha operato nel settore giornalistico e televisivo. Esperto attualmente ( suo malgrado ) di serramenti.

Un commento su “FORZA ITALIA E PDL”

  1. Esprimo un po’ di perplessità sull’articolo di Masin.
    Se ci mettiamo tutti a fare i pessimisti certo non si va da nessuna parte.
    Sicuramente bisogna ricordare che purtroppo non abbiamo la visibiltà mediatica di partiti che pur essendo di plastica godono di presenze televisive quotidiane.
    D’altra parte in Italia si esprimono le proprie idee come si può; fortunatamente esiste anche la stampa (parzialmente libera) e internet.
    Sotto il profilo della qualità e della valenza delle proprie idee forse meglio avere meno spazio ma lavorare con convinzione e concretezza piuttosto che avere spazi televisivi ma produrre dichiarazioni fittizie o strumentali come molti esponenti politici oggi fanno; ricorrendo a poche frasi preparate poco prima.
    Quindi guardiamo anche al positivo e non solo agli errori passati ed agli insuccessi.
    Per esempio alle recenti Elezioni Regionali 2010, in Piemonte, il nostro partito ha ottenuto in molti Comuni più del 1.5% di voti; un buon risultato nonostante la scarsa visibilità di cui risentiamo.
    Allora continuiamo su questa strada, se i segretari provinciali lavoreranno bene sul territorio si potranno ottenere risultati, certo quelli asserviti al PDL, che purtroppo presenziano in alcune regioni, dovranno cambiare modo di operare.
    Ovviamente se l’elettore non trova il nostro simobolo sulla scheda elettorale non potrà votarci, quindi lapalissianamente cominciamo a lavorare affinchè il nostro partito sia presente in tutte le Regioni alle prossime elezioni.

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